di Giancarlo Tommasone

Continuano le indagini per ricostruire nei dettagli la dinamica che ha portato all’esplosione di una decina di colpi di arma da fuoco in Via Chiatamone. Gli inquirenti sono al lavoro per risalire al responsabile o ai responsabili del raid registrato intorno alle 21 di domenica scorsa e che ha seminato il panico tra quanti affollavano locali e strade del Lungomare. Tutte le piste vengono battute, si favorisce però quella che porterebbe ai parcheggiatori abusivi che si trovano ad operare in zona e nello specifico, a quelli che presidiano proprio Via Chiatamone.

Uno scorcio del Lungomare di Napoli

Un’area storicamente controllata da diversi clan quella del Lungomare

Si tratta di famiglie specializzate in varie attività illecite, dallo spaccio di sostanze stupefacenti, alle estorsioni, fino ad arrivare al racket del parcheggio. Potremmo dividere la zona in quadranti e vedere nello specifico quale gruppo malavitoso (e in che modo) li gestisca. L’area di Via Caracciolo è appannaggio del clan Elia che schiera un folto esercito di parcheggiatori; stessa cosa si registra nella zona di Santa Lucia, dove però ad operare è la famiglia Mazzarella, quella costituita dagli eredi di Ciro, alias ‘o scellone (per via delle scapole sporgenti). Le aree a ridosso, o se si preferisce, di confine tra i suddetti quadranti, sono gestite in coabitazione.

L’ex boss del contrabbando Ciro Mazzarella

La zona di Mergellina è stata considerata sempre sotto il controllo dei Piccirillo e di elementi legati storicamente al clan Alfano. In tale scacchiere bisogna però inserire anche i Frizziero della Torretta, quartiere che comunque è geograficamente al di là della zona che intendiamo comunemente col termine di Lungomare. A Mergellina le famiglie malavitose gestivano gli ormeggi e i pontili a ridosso della Rotonda Diaz. Ma a parte i traffici originari, tra cui non bisogna mai dimenticare quello del contrabbando di sigarette, c’è da considerare quello dello spaccio di sostanze stupefacenti, cocaina, soprattutto.

La gestione del traffico di droga ha generato scontri feroci tra le organizzazioni malavitose e tuttora rappresenta il comparto di punta per le entrate dei clan

Una zona bellissima dal punto di vista paesaggistico, che però, è il caso di dirlo, è ad alta densità criminale. Tornando all’episodio di domenica scorsa, tutto sarebbe nato dal furto di uno scooter, lasciato poco prima in Via Chiatamone; in custodia ai parcheggiatori abusivi, in cambio di una lauta mazzetta (meglio definirla pretesa o pizzo), che nel fine settimana non conosce sconti e si attesta sui cinque euro. Non si era allontanato nemmeno da un minuto, il proprietario della moto, quando di colpo è tornato sui propri passi. A metterlo in allarme il rumore di un antifurto che conosceva bene, quello del suo mezzo a due ruote. Torna in Via Chiatamone, ma dello scooter non c’è più traccia. I parcheggiatori si giustificano, a questo punto si innesca la vendetta, che ha anche il sapore dell’avvertimento a far ricomparire immediatamente il ciclomotore. Secondo quanto ricostruiscono gli inquirenti, l’uomo avrebbe contattato degli amici, che arrivati in zona avrebbero trasformato il Lungomare nel set di un film di Sergio Leone. Per fortuna senza che si registrassero feriti.