di Giancarlo Tommasone

Non è un periodo che si può definire tra i più semplici quello che sta attraversando il consigliere regionale di Forza Italia, Flora Beneduce. Candidata e non eletta alle scorse elezioni politiche, adesso deve fare i conti con l’avviso di conclusione delle indagini, notificatole per una vicenda legata a una presunta lottizzazione abusiva. Che secondo la Procura sarebbe stata realizzata su un terreno – presso Marina di Seiano a Vico Equense – del quale il consigliere è comproprietario. Nella stessa inchiesta risultano indagati anche il marito di Flora Beneduce, Armando De Rosa, ex assessore regionale; Fabrizio De Rosa, uno dei figli della coppia; il tecnico Raffaele Starace. Quest’ultimo e Fabrizio De Rosa, devono rispondere anche di falso.

Una pattuglia dei carabinieri davanti al cancello d’ingresso de Il Sireneo d’Aequa

Al centro della vicenda c’è il resort Il Sireneo d’Aequa che sorge in un’area a elevato rischio idrogeologico. Il sito ospita i reperti di una villa romana e a settembre del 2016 fu sottoposto a sequestro preventivo. Nel caso in cui – entro venti giorni dalla notifica di avviso di conclusione delle indagini – gli indagati non presentino documentazione, né chiedano di farsi interrogare, per loro potrebbe essere prodotta una richiesta di rinvio a giudizio. Flora Beneduce e il marito, in passato, erano finiti a processo per presunti abusi edilizi per la ristrutturazione di una casa colonica che insisteva sul sito di Marina di Seiano, ma poi è intervenuta la prescrizione che ha di fatto estinto il procedimento. Il consigliere regionale di Forza Italia, ultimamente è stato coinvolto pure in un’altra inchiesta.

Armando Cesaro, Presidente del gruppo di Forza Italia del Consiglio Regionale della Campania
Armando Cesaro, capogruppo di Forza Italia del Consiglio Regionale della Campania

Indagati insieme a lei il deputato azzurro Luigi Cesaro e il figlio di quest’ultimo, Armando, capogruppo FI in consiglio regionale. Alla fine di gennaio scorso i due Cesaro e Beneduce hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini da parte della Procura di Napoli, per presunto voto di scambio. I fatti relativi all’ipotesi di reato, secondo l’accusa, sarebbero avvenuti tra il maggio ed il giugno del 2015, praticamente in occasione delle ultime elezioni regionali.