di Giancarlo Tommasone

A Castellammare di Stabia è l’uomo del momento, il maggiore dei carabinieri del Noe Gianpaolo Scafarto. Sempre più in odore di carica, quella di assessore alla Sicurezza. Finora sulla vicenda avevano parlato un po’ tutti, tranne il diretto interessato. Stylo24 lo ha intervistato, raccogliendo le sue considerazioni circa la nuova avventura che di qui a poco dovrebbe intraprendere.

Il sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino

Ci sono stati diversi contatti con il sindaco Cimmino, l’ultimo incontro della serie risale a sabato scorso. A che punto è la «pratica» incarico?
Posso dire che con il primo cittadino stabiese abbiamo trovato molti punti di contatto. Al momento è stato messo a punto un progetto, che se dovesse concretizzarsi con l’affidamento dell’incarico, cercherà di dare impulso alla lotta a ogni forma di illegalità. Naturalmente non sono un politico, mi definisco un tecnico e metterò a disposizione di Castellammare l’esperienza e le professionalità acquisite in tanti anni di lavoro sul campo, come ufficiale dei carabinieri.
Di cosa ha bisogno la città per essere sicura? Lei è tornato a Castellammare dopo anni passati lontano per lavoro, come è diventata oggi?
C’è molto da fare, anche se la città è sicuramente migliorata sul piano della sicurezza, rispetto a diversi anni fa. Anche grazie all’impegno dei cittadini. Mi ricordo una Castellammare in cui si sparava e si sentiva forte la presenza della criminalità, ora trovo che si stia evolvendo in maniera positiva, ma bisogna continuare su questa linea e dotare la comunità degli strumenti necessari per farlo.

La sede del Comune di Castellammare di Stabia

Qualche esempio?
Credo sia necessario lavorare in maniera ancora più massiva sulla prevenzione. Perché, personalmente penso, senza però volerne diminuire l’importanza, che in linea di massima la repressione sia lo step successivo al fallimento delle azioni messe in campo per prevenire. Per fare un esempio banale: i cittadini, all’arresto e alla condanna di un ladro, preferirebbero che il furto per il quale è stato preso e punito tale soggetto, non fosse mai stato consumato.
Esempio chiaro, anche se purtroppo, lo insegna la cronaca, la prevenzione, anche ad altissimi livelli, non basta ad evitare vengano commessi reati.
Certo, per questo bisogna impegnarsi ancora di più su questo versante. Naturale che poi ogni caso è a se stante e ci sono variabili da tenere sempre nella giusta considerazione.

La sede della Consip a Roma
La sede della Consip a Roma

E’ inutile girarci intorno, lei è considerato anche l’uomo del caso Consip. Nell’aver ricevuto la proposta da parte del sindaco, ha provato un po’ di imbarazzo, visto che risulta indagato?
Assolutamente no. Non dico che l’ultima sentenza della Cassazione abbia posto una pietra tombale sulle accuse che mi riguardano, ma è stata una decisione che ritengo molto chiarificatrice. Del resto continuo a dichiararmi estraneo a tutti i capi di incolpazione che mi sono stati mossi. Non appena è nata la possibilità di poter fare qualcosa per Castellammare – i contatti con l’attuale amministrazione risalgono a prima delle consultazioni -, tramite l’incarico da assessore, ho vagliato la cosa anche con i miei legali e non abbiamo riscontrato elementi ostativi né controproducenti. Inoltre, dal Comando generale dell’Arma, abbiamo avuto rassicurazioni che non esistono fattori di incompatibilità per l’incarico di delegato alla Sicurezza del Comune.
Quindi è lei il nuovo assessore alla Sicurezza della Giunta Cimmino?
Non ancora, bisogna mettere a punto un altro po’ di cose.
Possiamo dire che manca solo l’ufficialità e che, al 99,9% farà parte della squadra?
No, è una percentuale troppo alta. Diciamo all’80%, però questo non lo scriva.