di Francesco Vitale

Alcune zone della città, da giorni sono interessate dalla mancata raccolta dei rifiuti, che in altre parti, invece, è stata effettuata in ritardo e a macchia di leopardo. A soffrire è soprattutto la periferia nord; nei quartieri di Scampia, Secondigliano e San Pietro a Patierno ci si è ritrovati di fronte a scene che hanno riportato alla memoria le crisi degli anni passati. Uno spettro che per i napoletani non è mai svanito e che sembra incombere ogni volta che si registrano accumuli di immondizia in strada.

Le criticità maggiori, abbiamo scritto, riguardano l’area settentrionale a ridosso della provincia, ma disagi si segnalano anche al centro di Napoli, in particolare nella zona di Via Duomo e a Forcella. La crisi sarebbe stata generata da diversi fattori, tra questi anche le ferie forzate, che Asìa ha dovuto concedere ai dipendenti in base a delle direttive della Corte dei Conti.

Si tratta di ferie pregresse, che andavano
consumate entro la fine dello scorso maggio,
e che invece continueranno ad essere
dispensate per altre settimane.

Ma perché si impone la pratica della forzatura delle ferie? Perché il periodo di «riposo» dal lavoro, nel caso non venga «utilizzato» dal dipendente, dovrà essere pagato. E quindi ciò andrebbe a pesare sul bilancio dell’azienda, in questo caso una partecipata del Comune. Tale situazione adottata da Asìa, dunque, ha provocato la diminuzione degli operatori, rendendo l’organico ancor più sguarnito.

L'amministratore di Asìa, Francesco Iacotucci
L’amministratore di Asìa, Francesco Iacotucci

Se a ciò si aggiunge il fatto che ci sono anche dipendenti in malattia (si registrano soprattutto tra gli spazzini, in perenne emergenza di personale), e che si avvicina il periodo delle ferie di quest’anno, ci si potrà rendere conto quali saranno, per il prossimo futuro, le ricadute in termini di servizio.

La situazione relativa all’organico è tutt’altro che rassicurante; bisogna considerare poi, che l’età media dei dipendenti di Asìa si attesta tra i 58 e i 65 anni e che ad agosto e a dicembre, si registrerà ulteriore perdita di personale (più di un centinaio di unità): si tratta dei lavoratori che hanno scelto di aderire alla cosiddetta «quota 100».

Senza dimenticare chi andrà
in pensione, raggiunti i 67 anni.

Ma oltre ai problemi di organico, ci sono altre criticità per l’Azienda servizi di igiene ambientale, criticità che si ripercuotono sull’attività da svolgere. «Gli impianti in cui si va a scaricare – spiega un sindacalista che conosce la realtà di Asìa – sono quelli di Tufino, Caivano e Giuliano». «I lavoratori spiegano che Giugliano è in “sofferenza”. Di notte, ormai da settimane, a inizio turno trovano in media una dozzina di automezzi in fila per accedere al sito, in attesa, dal giorno precedente, per scaricare».

L’assessore all’Ambiente, Raffaele Del Giudice

Oltre a ciò vanno fatti i conti anche con la vetustà dei mezzi a disposizione, che secondo i lavoratori si guasterebbero spesso e pure tale aspetto influirebbe, in negativo, con evidenti rallentamenti, sulla raccolta dei rifiuti. «Alla fine dunque ci troviamo davanti alla classica coperta troppo corta. Per rimpinguare l’organico ci servirebbero circa 350 unità. E al momento non si può fare altro che intervenire con la raccolta a macchia di leopardo», spiega il sindacalista.