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di Francesco Vitale

Ennesimo capitolo della storia «infinita» del crac Deiulemar. Da una parte la vecchia curatela fallimentare composta da Giorgio Costantino, Antonella De Luca e Vincenzo Masciello, dall’altra la nuova che vede schierata la triade formata da Alfonso Iovane, Vincenzo Di Paolo e Paola Mazza.

Al centro un «tesoretto» da 500mila euro, vale a dire il volume dei compensi avanzati dalla prima curatela fallimentare,
per un periodo che va dal 2 maggio 2012
al 18 ottobre 2016

Data, quest’ultima, che segnò la revoca da parte degli investitori Deiulemar nei confronti dell’assistenza di Costantino, De Luca e Masciello. Nelle scorse ore, presso il Tribunale di Torre Annunziata, si è tenuta l’udienza per l’approvazione del rendiconto del fallimento della compagnia armatoriale di Torre del Greco. Ma tutto è stato rinviato al prossimo 14 novembre.

Battaglia sulla buonuscita e sulla richiesta di risarcimento danni

E’ accaduto che a fronte della buonuscita richiesta dalla vecchia curatela, c’è stata l’opposizione della nuova triade, che ha a sua volta invocato un risarcimento danni per le ricadute negative, che sarebbero state registrate durante il periodo che va appunto dal 2 maggio 2012 al 18 ottobre del 2016. La revoca alla precedente triade di curatori era maturata alla luce della condotta che non era stata gradita dal comitato dei creditori. Si sarebbero registrati, secondo il comitato, troppi errori relativi alla ripartizione, lentezza ed eccessiva onerosità della procedura. Fatto sta che il prossimo novembre si tornerà in aula con una proposta di conciliazione da parte della vecchia curatela, che sarebbe pronta a rinunciare ai compensi (500mila euro, appunto), in cambio del ritiro della richiesta di risarcimento danni presentata dalla nuova triade di curatori fallimentari. Il tutto, naturalmente, dovrà essere sottoposto al comitato dei creditori.

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