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di Giancarlo Tommasone

Ha compiuto da poco 76 anni. Un’esistenza passata per la maggior parte del suo corso (più di mezzo secolo), tra aule di tribunale e penitenziari. All’anagrafe è Raffaele Cutolo, del fu Michele ‘O Monaco. Presso la banca dati della camorra è ‘O Prufessore. Così lo conoscono santisti, affiliati, picciotti di mezza tacca e gente comune. Adesso, il professore di Ottaviano è un uomo solo, un vecchio gravemente malato che si sta spegnendo al 41bis, uno che come tenne a dichiarare la moglie Immacolata Iacone nel corso di un’intervista a Stylo24, sta peggio di Riina. Recluso nel carcere di massima sicurezza di Parma, Cutolo non riceverebbe visite da circa sei mesi a causa delle ristrettezze economiche che da anni tormenterebbero la consorte sposata nel 1983 nel carcere dell’Asinara e la figlia, avuta dalla donna tramite inseminazione artificiale.

Raffaele Cutolo e Immacolata Iacone
Raffaele Cutolo e Immacolata Iacone

In cella, il fondatore della Nuova camorra organizzata, è afflitto da diverse patologie: diabete, prostatite, artrite che gli avrebbe quasi reso impossibile l’uso delle mani, problemi seri agli occhi (distacco del corpo vitreo che fa da supporto al cristallino) che lo starebbero portando inevitabilmente alla cecità. E fa poi impressione apprendere che l’impianto dentale che sostituisce da tempo il ghigno beffardo, crudele e suadente – a seconda dei punti di vista – sia stato rigettato dall’organismo e non ci sia la possibilità economica per far intervenire uno specialista. È difficile immaginarsi il boss sdentato trascinare i passi attraverso la cella, lo sguardo che fu magnetico ormai spento, la luce, forse, soltanto nella sua testa. Cutolo, lo ha detto lui stesso, morirà in carcere.

Cutolo nel corso di un’udienza in tribunale

È un simbolo, elemento estremamente carismatico dell’Antistato. Non lo si può liberare. Non si è pentito, né lo farà. Del resto, ora, la sua collaborazione risulterebbe inutile anche ai fini della più misera delle inchieste giudiziarie. Il professore è povero, al punto da dover ricorrere a un avvocato d’ufficio. Non ha moneta di scambio, il suo denaro – in termini di informazioni da fornire ai magistrati – è fuori corso da anni. È carta straccia e nemmeno ha voglia di provare a spenderlo. L’unica di cui più gli importa è la figlia, il futuro libero che non ha mai avuto. Avrebbe chiesto all’autorità giudiziaria il permesso di farsi scattare una foto insieme alla bimba che indossa l’abito per la prima comunione. Sacramento che la piccola ha ricevuto la scorsa primavera. Ma quelli come Cutolo, che da potenti ottennero senza domandare, una volta decaduti, vedono quasi sempre respinte le proprie preghiere.

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