di Giancarlo Tommasone

Come sia possibile che un ex dipendente comunale si ritrovi iscritto a sua insaputa, a un’associazione di categoria, e per di più, di commercianti, resta tuttora un mistero. Ma è quanto capita a Giuseppe C., andato in pensione qualche anno fa. L’uomo, da quattro mesi, ha notato che dal «vitalizio» versato dall’Inps sul suo conto corrente, viene sottratta la somma corrispondente a 8,39 euro.

All’inizio non ci fa neanche caso, credendo
si tratti di una normale ritenuta, ma quando vede
che la cosa si ripete, comincia a indagare.

Ma a che tipo di associazione risulta iscritto Giuseppe? La voce sul cedolino della pensione è chiara: quegli 8,39 euro detratti rappresentano il contributo associativo destinato a Fipac-Confesercenti. Ma cos’è Fipac-Confersercenti? E’ la Federazione italiana pensionati attività commerciali, vale a dire un’associazione, lo specifica il nome, di pensionati che prima di smettere di lavorare, avevano esercitato nel campo del commercio. «Io – spiega a Stylo24, Giuseppe – sono stato sempre dipendente del Comune di Napoli e non ho mai avuto un’attività commerciale». Ma non è che per sbaglio abbia fatto richiesta di iscriversi alla Fipac? Gli chiediamo.

«Assolutamente no – giura Giuseppe – Non sapevo nemmeno di cosa si trattasse. In vita mia e quindi anche dopo che sono andato in pensione, non mi sono mai iscritto né ad alcun sindacato, né tanto meno a un’associazione di categoria, e poi io con il commercio, non ho mai avuto a che fare».

In effetti la cosa non quadra neanche un po’,
Giuseppe, ex dipendente comunale, che tipo di interesse avrebbe avuto a iscriversi alla Fipac?

«Mi sono recato pure presso la sede dell’associazione, ma nessuno mi ha saputo spiegare il perché di questo contributo, visto che non ho mai sottoscritto alcunché, né mi hanno saputo dire come mi ritrovassi iscritto alla federazione», racconta ancora il pensionato. «Resta un mistero, per risolvere il quale sono deciso ad andare fino in fondo. Non ne faccio una questione di soldi, ma di principio e non esiterò a rivolgermi alla Procura della Repubblica, presentando una denuncia. Perché, allo stato dei fatti, mi sento vittima di una truffa», conclude Giuseppe. Nell’attesa che si ricompongano i «pezzi» del complicato puzzle, c’è da chiedersi, se quello dell’ex dipendente comunale non sia un caso isolato.