di Giancarlo Tommasone

Sono tre gli esposti presentati questa mattina alla Corte dei Conti (Procura generale – Sezione regione Campania) , da parte dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, Marta Matano  e Matteo Brambilla.

I contenuti
delle interrogazioni
sottoposte
ai magistrati contabili

Interrogazioni sottoposte ai magistrati contabili per presunto danno erariale relativo a missioni istituzionali effettuate da rappresentanti di Palazzo San Giacomo; Casa del Cinema, stadio San Paolo, e fitti passivi; utilizzo dei fondi dell’imposta di soggiorno (tassa sui turisti) per finanziarie il Concerto del Primo Maggio in Piazza Dante.

Gli esposti sono
stati depositati
questa mattina
all’attenzione
della Corte dei Conti,
dai consiglieri del M5S
Marta Matano
e Matteo Brambilla

I consiglieri comunali Marta Matano e Matteo Brambilla (M5S)

Partendo dalla prima questione, e dal presupposto che «possono essere finanziate con risorse del bilancio comunale le missioni istituzionali e quelle comunque di particolare rilievo per il ruolo dell’Ente» i consiglieri pentastellati hanno acceso i fari su una serie di rimborsi previsti per delle missioni. Se ne citano diverse.

Le missioni avvenute nel corso
della precedente amministrazione,
sempre guidata
dal sindaco Luigi de Magistris

Tra queste, due (marzo 2013 e maggio 2015) sono avvenute nel corso della precedente «amministrazione, sempre presieduta dall’attuale sindaco Luigi de Magistris e hanno a che fare con la partecipazione del Gonfalone della Città, con la relativa scorta di agenti di Polizia Locale, rispettivamente ad una manifestazione in Val di Susa ed alle cerimonie per il 150esimo anniversario di Firenze Capitale. Tali partecipazioni vennero tra l’altro autorizzate in deroga ai limiti di spesa previsti». Riferendoci al periodo recente,  a ottobre del 2018 è stata autorizzata la missione del sindaco e del Gonfalone alle celebrazioni in onore di San Francesco ad Assisi, in occasione della donazione dell’olio che alimenterà la lampada votiva nella Cripta del Santo. L’attenzione di Matano e Brambilla si focalizza poi sulle delibere (una del 10 febbraio 2018, due del 5 settembre del 2018) che hanno autorizzato, la missione ad Acciaroli (Salerno), dell’assessore Clemente «ad un evento, che promosso da una associazione locale – pur rivestendo un rilievo importante -, è assolutamente priva di risvolti istituzionali».

La trasferta
dell’assessore
Clemente ad Acciaroli
e quella del sindaco
de Magistris
«con l’autista-agente di scorta
a Catanzaro (il giorno di Pasqua)»

Con le altre due determinazioni, «sono state finanziate le missioni “istituzionali“ del sindaco e dell’assessore Daniele alla Mostra del Cinema di Venezia. Anche in questa ipotesi il rilievo istituzionale della missione appare nullo». Ma, è scritto nell’esposto a firma di Matano e Brambilla, «ancora più sconcertanti appaiono gli impegni di spesa assunti con due determine del 24 e del 29 aprile scorsi. Con esse è stato assunto l’impegno di spesa, per la missione dell’autista-agente di scorta (?) al sindaco, per accompagnare l’amministratore in una, non meglio identificata, trasferta in provincia di Catanzaro il 21 aprile 2019 (Pasqua), nemmeno definita “istituzionale” e poi per una successiva trasferta a Grosseto il 27 aprile 2019. Anche questa non indicata come “istituzionale”».

Casa del Cinema,
stadio San Paolo
e fitti passivi

All’attenzione della Corte dei Conti sono finite anche le vicende relative a Casa del Cinema, stadio San Paolo e fitti passivi. «Ad oggi alcuna deliberazione è stata adottata per rendere finalmente redditizio l’utilizzo, da parte di terzi, di Palazzo Cavalcanti (utilizzato da società di produzione cinematografica a costi irrisori), aggravando il danno erariale per mancati introiti e il deficit di bilancio del Comune di Napoli», scrivono Matano e Brambilla.

Lo stadio San Paolo di Napoli

Per quel che riguarda il San Paolo, i grillini annotano: «Era già stato evidenziato, nel precedente esposto, che il Comune di Napoli non aveva fino ad oggi provveduto ad incassare una cifra consistente derivante dall’utilizzo dello stesso da parte della Società Sportiva Calcio Napoli. Stimando gli importi riportati da organi di stampa e dai canoni applicabili per i servizi a domanda individuale, si era valutato il mancato introito dal 2015 ad oggi in circa sei milioni di euro per l’utilizzo del campo, ed in circa tre milioni e duecento mila euro, sempre dal 2015 ad oggi, di mancati introiti per la pubblicità. Dopo richiesta di accesso agli atti, il Servizio Gestione Grandi impianti sportivi ha comunicato che, per le stagioni sportive 2016-2017, 2017-2018 e 2018-2019, “non ha ancora emesso le fatture”. Il che significa che nonostante le necessità di cassa, l’Amministrazione non provvede ad incassare somme cospicue. In particolare il rendiconto del Bilancio 2018 riporta introiti dallo Stadio per due milioni e quattrocentomila euro. Nulla ovviamente è stato incassato».

Luigi de Magistris e Aurelio De Laurentiis

Infine, scrivono i grillini, «si propone poi una convenzione retroattiva per gli anni pregressi di soli 835mila euro con una perdita netta di un milione e 600mila euro». Tra l’altro la convenzione è stata bocciata dai revisori dei Conti del Comune, perché ritenuta troppo conveniente nei confronti della Ssc Napoli, a scapito delle casse di Palazzo San Giacomo. Nell’esposto relativo a Casa del Cinema e stadio, è stato segnalato il pagamento di fitti passivi da parte del Comune di Napoli, per immobili che non erano utilizzati: in particolare quelli che si trovano in Via Oronzio Massa, 6 e in Via Calata San Marco, 13.

Ultimo esposto è dedicato alla vicenda del famoso Concertone del Primo Maggio (fortemente voluto dall’assessorina Eleonora De Majo e dagli pseudo compagni di Insurgencia), di cui Stylo24 si è ampiamente occupato. E come vedremo, di un’altra manifestazione, «La Canzone di Zeza». Partendo dall’evento di maggio, per la sua organizzazione, Palazzo San Giacomo ha attinto dai fondi della tassa di soggiorno, per 55mila euro. Destinando il denaro proveniente dagli introiti per l’imposta sui turisti ad una manifestazione che niente ha a che fare con l’attività turistica e con il sostegno dei servizi pubblici locali. Con una determina del 14 febbraio 2018, era stata invece affidata, alla società Aerealive srl, di Luca Nottola, la realizzazione dell’evento «La Canzone di Zeza» da tenersi nell’abito dei festeggiamenti del Carnevale, per un importo di 3.500 euro (oltre Iva al 22%).

Fari accesi
sul Concertone
del Primo Maggio
e sugli affidamenti
ad Arealive
e Musica Posse

«Tale scelta risultava praticamente obbligata poiché “l’affidatario è titolare dei diritti di esclusiva con gli artisti individuati” per lo spettacolo, artisti indicati alla nota protocollata l’8 febbraio 2018, a firma dell’assessore alla Cultura, Nino Daniele», è scritto nell’esposto. Nottola, titolare di Arealive srl, si occuperà anche dell’organizzazione del concerto in Piazza Dante, affidamento diretto dall’importo di 39.900 euro (raggiunti i 40mila euro ci sarebbe stato bisogno di indire una gara pubblica). Nell’esposto è riportato anche lo strano caso di Musica Posse sas di Diego Magnetta.

L’assessorina Eleonora de Majo e il sindaco Luigi de Magistris

«Ancora più sconcertante e sorprendente appare la tempistica tra la presentazione della domanda (arrivata il 17 aprile del 2019) da parte di Musica Posse sas di Diego Magnetta, e la presentazione dell’evento su Facebook. Difatti già a partire dal 3 aprile è stata creata la pagina Facebook, mentre in data 9 aprile, compare sulla piattaforma social, sulla pagina ufficiale del Primo Maggio Napoli anche la prima foto con il titolo dell’evento “Napoli parla un’altra lingua” e l’hashtag #1MNapoli. L’incarico, viene affidato a Musica Posse sas, solo il 18 aprile (determina dirigenziale numero 2), attraverso trattativa diretta e per l’importo di 4.950 euro (oltre Iva al 22%)», sottolineano i pentastellati.