di Giancarlo Tommasone

Nonostante il silenzio di queste settimane, da parte del Gruppo Cualbu, Stylo24 è riuscito ad avere risposta ai suoi interrogativi: il centro commerciale «La Birreria», il 24 aprile prossimo, non potrà aprire. Praticamente il contrario dell’unica cosa ribadita, ieri, dall’ufficio stampa della proprietà, che aveva deciso di non rispondere alle nostre domande per non si sa quale motivo.

Il centro non può aprire, poiché, da quanto
abbiamo appreso, ci sono in corso delle verifiche su presunte irregolarità.

L’indagine durerà circa tre mesi, periodo prima del quale non si registrerà alcuna inaugurazione per «La Birreria» di Piazza Madonna dell’Arco, a Miano. A confermare al nostro giornale, ufficialmente, la circostanza dello slittamento della data indicata per il taglio del nastro, sono stati i consiglieri di opposizione Salvatore Guangi (FI) e Marco Nonno (FdI); entrambi, da mesi, tengono accesi i riflettori sull’ex stabilimento Peroni.

Il consigliere di Fratelli d’Italia, Marco Nonno

Lunedì si è svolta una seduta della Commissione Trasparenza del Comune di Napoli, a cui ha preso parte, tra gli altri, oltre a Guangi e a Nonno, anche una dirigente dello Sportello unico per le attività produttive (Suap). «Abbiamo partecipato alla seduta della Commissione Trasparenza, nel corso della quale, la dottoressa Paolella del Suap, che è poi lo sportello che concede le licenze per l’avvio delle attività, ha riferito che “La Birreria” prima di tre mesi non potrà aprire, perché c’è una serie di presunte irregolarità che va verificata», spiegano i consiglieri.

Salvatore Guangi, consigliere comunale di Forza Italia

«Nel corso della riunione – racconta Guangi – ho sollevato la problematica relativa agli oneri di urbanizzazione, che andavano calcolati su quasi 100 milioni di euro di lavori (a tanto ammonta il costo complessivo del centro), invece che su una cifra di 17 milioni». In effetti c’è una notevole differenza: gli oneri si calcolano in percentuale, corrispondo al 10% circa dell’investimento totale per realizzare l’opera. Quindi una cosa sono 10 milioni di euro (il 10% di 100 milioni), un’altra sono 1,7 (il 10% di 17).

Cifre che sono destinate al Comune, sotto forma di denaro o di opere pubbliche (a scomputo degli oneri). «Inoltre, è stato assicurato che prima del completamento dei lavori di urbanizzazione, il centro commerciale non potrà aprire», conclude Guangi. «Al momento, stiamo preparando un esposto da inviare alla Corte dei Conti, e stiamo vagliando la possibilità di rivolgerci alla Procura della Repubblica», afferma invece Nonno.

L’imprenditore sardo Gualtiero Cualbu

«Io e Guangi abbiamo inoltre chiesto, attraverso una interrogazione a firma congiunta, di sapere chi abbia certificato l’importo dei lavori, perché su quell’importo vanno calcolati gli oneri. E abbiamo invitato gli uffici del Comune a interfacciarsi con quelli della Regione, relativamente all’importo dei fondi europei (i fondi Jessica) che si attesterebbero su 30 milioni di euro», dichiara il consigliere di Fratelli d’Italia.

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris

Come si è conclusa la riunione? Domandiamo. «I dirigenti si sono confrontati, assicurandoci che fino a quando non si esauriranno le verifiche del caso, e quindi non prima di circa tre mesi, al centro commerciale “La Birreria” non sarà data la possibilità di aprire, né sarà concessa alcuna licenza per l’avvio dell’attività», conclude Nonno.