di Giancarlo Tommasone

Ventisei dicembre 2018, una cinquantina di minuti prima del match Inter-Napoli (18esima giornata del campionato di serie A). Un video cristallizza la presenza in Via Novara a Milano, di un’auto della polizia. Secondo una delle ultime ricostruzioni dei fatti (al vaglio degli inquirenti), proprio in quegli istanti sarebbe stato investito Daniele Belardinelli, 39 anni, ultrà del Varese, sceso in strada accanto ai sodali interisti. Morirà più tardi, in ospedale, dove giunge in condizioni critiche.

La volante abbandona la scena ed entrano
in azione i supporters nerazzurri
che attaccano i minivan dei tifosi del Napoli

All’inizio della clip si vede la volante procedere sulla parte destra della carreggiata, all’altezza dell’intersezione con Via Fratelli Zoia, in direzione stadio Meazza; transita proprio nel momento dell’esplosione dei primi petardi. L’auto della polizia esce dal campo visivo, pochi secondi dopo si vedono delle vetture inchiodare; poi «entrano in scena» i supporter nerazzurri all’attacco dei minivan con a bordo una settantina di tifosi del Napoli. Questa mattina dovevano tenersi gli accertamenti tecnici irripetibili sulle cinque vetture sequestrate dalla Digos partenopea nell’ambito delle indagini per i fatti di Santo Stefano, ma nelle scorse ore si è registrato un rinvio.

Secondo gli avvocati difensori del giovane
indagato per la morte di Daniele Belardinelli
non si può escludere il coinvolgimento della volante

In seguito alla richiesta presentata dagli avvocati Maurizio Lojacono e Luigi Spetrillo, che assistono il giovane napoletano, indagato, perché secondo la ricostruzione effettuata dalle forze dell’ordine, sarebbe stato alla guida della vettura, una Volvo V40, che avrebbe investito l’ultrà del Varese. Il perché della richiesta è specificato nella memoria difensiva: non è escluso che quella volante immortalata nel video, riconoscibile dai colori di istituto e dai lampeggianti in funzione, possa essere coinvolta nell’investimento che porterà alla morte di Daniele Belardinelli.

Il rinvio è stato deciso dopo la richiesta, che sarà vagliata dai giudici milanesi, di un incidente probatorio – presentata dagli avvocati napoletani – da svolgersi includendo anche una vettura della polizia di Stato nell’elenco delle automobili da periziare. Secondo la difesa, il plausibile coinvolgimento di una volante della polizia rende di fatto, inopportuno che gli accertamenti sul veicolo del proprio assistito, fin da subito iscritto nel registro come principale indagato, siano ora affidati a personale della polizia.

L’avvocato Maurizio Lojacono

Sempre secondo la difesa, appare persino assolutamente necessario che tali attività siano affidate ad un consulente terzo, nelle forme dell’incidente probatorio. C’è pure da aggiungere che la presenza della autovettura della polizia sul luogo degli scontri era già stata segnalata da alcuni indagati nel corso degli interrogatori, avvenuti il cinque gennaio scorso. I giovani avevano pure dichiarato di aver sentito le prime esplosioni solo dopo aver superato la intersezione con Via Fratelli Zoia, circostanza quest’ultima che attesterebbe la lontananza dal luogo degli scontri. E c’è poi da considerare che proprio in Via Novara, e quindi nella zona in cui vengono in contatto i tifosi, c’è il commissariato San Siro.

Daniele Belardinelli

Nel video che «cita» la difesa, per supportare la propria tesi, proprio la volante sembrerebbe l’ultima vettura che procede sul margine destro della carreggiata, lungo la traiettoria dove altri filmati, già acquisiti agli atti, mostrano il corpo del Belardinelli riverso al suolo. Dalla clip è possibile vedere come altre due vetture, che transitano dopo la volante, lo facciano, invece, sul margine sinistro della carreggiata; e quindi in posizione apparentemente incompatibile con il presunto luogo dell’investimento.