di Giancarlo Tommasone

Qualche reazione a Castellammare c’è stata, almeno se si considera quanto registrato ieri pomeriggio in quello che è ormai diventato il «rione dei falò» contro i pentiti. Una squadra interforze è entrata al Savorito e ha effettuato controlli e perquisizioni. Nel frattempo l’inchiesta della Dda regge.

Le misure cautelari confermate dal Tribunale del Riesame:
regge l’inchiesta del pm antimafia Cimmarotta

Il 5 dicembre scorso l’operazione Olimpo, condotta contro quattro clan dell’area stabiese, vale a dire D’Alessandro, Cesarano, Afeltra e Di Martino, ha portato a 13 arresti (21, in totale, gli indagati). Il primo ad affrontare il Riesame è stato l’imprenditore Adolfo Greco, nella giornata di giovedì è invece toccato agli altri: le misure cautelari sono state tutte confermate. Per gli inquirenti è «il re del latte» l’uomo chiave dell’inchiesta, il 68enne Adolfo Greco, in carcere con l’accusa di concorso in estorsione aggravata dalla matrice camorristica.

Il mistero (svelato) del nome scritto sul post-it
e i due milioni e settecentomila euro
in contanti nascosti nell’intercapedine

Lo stesso a cui hanno trovato in casa, nascosti in una intercapedine ricavata in un muro a scomparsa, 2 milioni e settecentomila euro liquidi. Su una mazzetta da 25mila euro, un post-it giallo su cui era stato segnato un nome a penna. Quel nome, ipotizzano gli investigatori, apparterrebbe a un altro imprenditore, sempre impegnato nel comparto del latte. E’ tutto scritto in un’informativa finita sulla scrivania del pm Giuseppe Cimmarotta. Una nota che ha svelato uno dei tanti misteri connessi all’inchiesta: quella mazzetta di banconote altro non sarebbe che una tangente destinata proprio a Greco.

Proseguono gli interrogatori in Procura
delle vittime delle estorsioni

In Procura Cimmarotta ha interrogato alcuni imprenditori, vittime di presunte estorsioni. I loro nomi sono finiti nel faldone dell’ordinanza, la loro voce è stata captata e registrata nel corso di numerose intercettazioni telefoniche e ambientali. Il 6 dicembre scorso, vale a dire appena un giorno dopo l’operazione Olimpo, viene convocato un imprenditore, titolare di diverse attività nell’area vesuviana, un tempo in affari con Adolfo Greco.

Il pm gli chiede della vicenda relativa all’assunzione di un nipote del boss Paolo Carolei (anche quest’ultimo compare tra gli indagati). «Fui contattato da Greco per l’assunzione di un nipote di Carolei (come si evince dalla relativa intercettazione telefonica siamo nel 2015, ndr). Greco mi prospettò che la persona da assumere era un bravo ragazzo, e che essendo imminente l’apertura di un mio nuovo punto vendita, potevo ivi sistemarlo», risponde l’imprenditore. «So che Carolei è un camorrista – dice l’uomo, interrogato dal pm – Questo mi risulta per averlo appreso dalle cronache, sebbene io abbia sempre condotto una vita da eremita e abbia vietato la lettura di giornali nella mia azienda perché servono solo a far distrarre gli operai, perché la cronaca serve solo ad alimentare commenti pericolosi. Non so dei legami esistenti tra i Carolei e i D’Alessandro».

«Il nipote del boss Paolo Carolei deve avere un posto di lavoro»

Tornando ancora alla questione del giovane da assumere, l’imprenditore dice che all’epoca il personale era al completo e «siccome avevo perplessità perché comunque si trattava del nipote di Paolo Carolei, presi tempo con Greco». Fatto sta che comunque, alla fine del 2015, il ragazzo viene assunto. «Voglio dire – aggiunge l’imprenditore – che il giovane assunto è comunque un bravo ragazzo ed un buon lavoratore», tanto è vero, dice, che si trova ancora in una sua attività, mentre «se fosse stato un lavativo l’avrei già licenziato». «Non so se il padre di questo giovane (il padre è un fratello di Paolo Carolei, e risulta indagato nella medesima inchiesta, ndr) si sia recato presso la sede della ditta di Greco a reclamare l’assunzione del figlio. Greco non mi ha chiesto l’assunzione di altre persone, qualche volta mi è giunta qualche sua segnalazione, ma nulla di più», risponde l’imprenditore alle domande del pm.