di Giancarlo Tommasone

Altro che supporter tutto amore per la maglia bianconera, altro che mentalità ultras, per alcuni degli arrestati nel blitz scattato lunedì scorso (12 in totale le misure di custodia cautelare eseguite), il tifoso andava considerato come un figurante da teatro, da remunerare.

L’incontro con gli ultras
di quattro gruppi organizzati
Le intercettazioni

La circostanza emerge da una intercettazione ambientale effettuata dagli 007 della Digos, nel corso di una conversazione che avviene tra Alberto Pairetto, sostenitore ufficiale di collegamento (slo) della Juventus, e una delegazione di rappresentanti dei principali sodalizi della Sud, vale a dire Drughi, Viking, Tradizione e Nucleo 1985. L’incontro si registra a giugno del 2018 presso l’Allianz Stadium, nella parte esterna denominata Ob Van (accesso per i fornitori).

L’inchiesta / «Chiamiamo Report e li informiamo
dell’incontro con i Dominello a Napoli»

Gli ultras si vedono con Pairetto per renderlo partecipe delle richieste, relative alla successiva stagione calcistica.

La denuncia,
l’inchiesta,
gli arresti

A Pairetto, spiegano gli inquirenti, «da parte dei referenti dei gruppi ultrà, era stata rappresentata la necessità, di poter effettuare: il cambio intestatario degli abbonamenti quando il titolare (appartenente al gruppo) non intendesse più rinnovarlo; di poter avere gratuitamente i biglietti per l’ingresso degli striscionisti ovvero quei tifosi, in possesso di tessera del tifoso e riferibili ai vari sodalizi ultrà, deputati all’installazione dei banner e degli striscioni identificativi del gruppo (presenti nell’albo nazionale dell’Osservatorio per le manifestazioni sportive), autorizzati dalla Questura e collocati sugli spalti della curva Sud».

L’approfondimento / Arresti ultras Juve, scontro
tra Tradizione e True Boys per i cori anti Napoli

E’ quanto viene riportato nell’ordinanza a firma del gip Rosanna Croce. Le richieste degli ultras, spiegano sempre agli investigatori, non vengono accettate, suscitando delle reazioni di stizza da parte dei presenti. Lo slo bianconero, a questo punto viene incalzato da Giuseppe Franzo (finito ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta in oggetto). Si tratta di un tifoso, che seppur non facendo parte di alcun gruppo di quelli citati, è riconosciuto come personaggio molto carismatico della curva.

Rivolgendosi a Pairetto, Franzo dice: «Permettimi questa considerazione del fatto che, a prescindere da biglietti di ingresso e via dicendo, in qualsiasi evento teatrale ci sono dei figuranti, i figuranti vengono pagati».

Gli striscionisti
da pagare
La conversazione tra
Alberto Pairetto
e Giuseppe Franzo

Si riferisce agli striscionisti: «Qua nessuno sta chiedendo di avere dei soldi per quello che è, però un minimo di rispetto per dei ragazzi che sono venuti tre ore, quattro ore prima per montarti la coreografia, io credo che questo sia almeno paragonabile o equiparabile all’ottica dei figuranti. Detto questo se questo è l’unico diciamo peso che hai, vi aspetto più in là, non c’è nessun problema, mi levo dai coglioni».

Biglietti gratis
in cambio
di tranquillità
all’interno dell’Allianz

Il concetto era poi ribadito a Pairetto anche da Cava, che annotano gli inquirenti, «con tono arrogante pronunciava le seguenti minacce: “Comunque a queste condizioni qua non ci stiamo e ve l’andate a prende in culo e l’andate a pagare questa cosa».

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Le richieste degli ultras, respinte al mittente da parte della società, avrebbero poi provocato la reazione dei componenti dei detti gruppi, attraverso sciopero del tifo, lancio di cori razzisti (soprattutto quelli contro i napoletani) durante le partire della Juve,e altre azioni, con l’obiettivo di arrecare danno economico e di immagine alla società bianconera.