Pasquale Sommese e Guglielmo La Regina

La decisione.

di Luigi Nicolosi.

Non era una sistematica strategia corruttiva, bensì semplici “consigli” ed elenchi di nominativi caldeggiati tra addetti ai lavori. Il secondo filone dell’inchiesta “The Queen”, quella – per intenderci – che due anni fa vide coinvolto l’allora assessore regionale Pasquale Sommese, finisce per schiantarsi al Riesame. I giudici dell’ottava sezione del Tribunale delle Libertà, dando pieno accoglimento alla linea del collegio difensivo, hanno annullato le ordinanze di custodia cautelare in carcere che lo scorso 20 gennaio avevano colpito Gustavo Anaclerio, Luigi Marrone (assistito dagli avvocati Antonio e Giovanni Gravante), Antonio Piccolo e Pasquale Viro. Tutti, da ieri sera, sono tornati di nuovo a piede libero.

ad

Stando alla ricostruzione della Procura distrettuale antimafia di Napoli, il sistema avrebbe visto coinvolti funzionari pubblici e imprenditori, tutti a vario titolo accusati di corruzione e turbata libertà degli incanti in relazione a una gara d’appalto del Comune di Nola per interventi di riqualificazione urbana e ambientale e del completamento delle reti fognarie e del collettore San Giuseppe Vesuviano-Piazzolla. In manette erano così finite cinque persone nell’ambito di una inchiesta condotta dalla Dda e dalla guardia di finanza. In particolare, nell’ordinanza venivano contestate condotte di turbata libertà degli incanti e corruzione al responsabile unico del procedimento della gara, Gustavo Anaclerio, che attraverso l’intermediazione di Antonio Sommese – collaboratore dell’ex assessore allo Sviluppo e promozione del turismo della Regione Campania Pasquale Sommese, che a questa vicenda giudiziaria è del tutto estraneo – e dell’imprenditore di Melito Luigi Marrone, era accusato di avere consegnato in anteprima agli ingegneri Guglielmo La Regina e Umberto Perillo documenti riservati della gara di appalto.

Ciò avrebbe consentito ai professionisti di redigere l’offerta tecnica in termini più vantaggiosi rispetto ai concorrenti, garantendo di conseguenze l’aggiudicazione della gara alla Icoop Impregivi degli imprenditori edili Antonio Piccolo di Casapesenna e Pasquale Viro di Afragola. La Finanza aveva poi individuate due upresunte tangenti, una di circa 70mila euro incassata da Gustavo Anaclerio e una di 15mila per Antonio Sommese, «destinata poi a finanziare – secondo gli investigatori – la campagna elettorale di Pasquale Sommese per le elezioni regionali del 2015».

Dopo il verdetto del Riesame di quell’indagine non resta però che un cumulo di macerie. Se è vero infatti che le dichiarazioni collaborative rese tra il 2017 e il 2018 da Antonio Sommese e Guglielmo La Regina sembravano rafforzare la tesi dell’accordo finalizzato alla corruzione, il collegio difensivo ha dimostrato che dagli atti di indagini – in particolare dalle intercettazioni ambientali e telefoniche – non è mai emerso lo schema teorizzato dalla Procura. In occasione dell’incontro “sospetto” avvenuto negli uffici della Regione Campania non è stato poi inoltre registrato alcun faccia a faccia diretto con l’allora assessore Sommese. Preso atto dell’incertezza del quadro indiziario, i giudici del Riesame hanno dunque disposto l’immediata scarcerazione di tutti i quattro indagati.