di Giancarlo Tommasone

Due filoni di inchiesta, indagati ‘noti’ e meno, e uno scenario alquanto inquietante. Sono i prodotti del terremoto che si è abbattuto sulla politica campana a pochi giorni dalle elezioni. Tra gli indagati anche Roberto De Luca – figlio del governatore della Campania, Vincenzo -, assessore al Bilancio del Comune di Salerno. Nella notte sono state effettuate perquisizioni presso la sua abitazione e il suo studio di commercialista. «Cari ragazzi, pensate alle giovani generazioni e agli asili nido e non vi preoccupate delle effervescenze», così si è espresso il governatore della Campania, a margine di una conferenza stampa sulle politiche sociali a Salerno, alla domanda se essere ‘figli di’ è più difficile in questo momento dopo l’inchiesta su Sma. Destinatario di un avviso di garanzia pure Luciano Passariello (FdI) candidato alla Camera.

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Luciano Passariello
Luciano Passariello

Sia Passariello che Roberto De Luca risultano indagati in un’inchiesta della Procura di Napoli per le ipotesi di corruzione e voto di scambio con alcuni imprenditori interessati agli appalti sui depuratori della Sma in Campania. Ad occuparsi di detta inchiesta i pm Sergio Amato, Celeste Carrano, Ivana Fulco, Ilaria Sasso Del Verme ed Henry John Woodcock coordinati dal procuratore Giovanni Melillo e dall’aggiunto Giuseppe Borrelli.

La sede della Procura di Napoli
La sede della Procura di Napoli

Le ipotesi di reato, secondo quanto si è appreso nelle scorse ore, sono legate a bonifiche e allo smaltimento e stoccaggio dei fanghi. Particolari emersi da un alto da una inchiesta giornalistica di Fanpage.it, dall’altro dall’azione degli inquirenti. Fulcro dell’attività di indagine dei magistrati un appalto in particolare. Quello per lo smistamento di fanghi provenienti da 5 depositi di stoccaggio in cambio di denaro. Le ‘provvigioni’ sarebbero state calcolate basandosi sui guadagni dell’affidamento.
Coinvolti oltre a De Luca jr e a Passariello, anche un impiegato della Sma, Agostino Chiatto ritenuto molto vicino al consigliere regionale di FdI -, il consigliere delegato della Sma Lorenzo Di Domenico, l’imprenditore Giovanni Caruson e Andrea Basile, secondo gli inquirenti reggente di un clan camorristico di Napoli. Anche il direttore di Fanpage.it, Francesco Piccinini e un giornalista della stessa testata, Sacha Biazzo, risultano destinatari di un avviso di garanzia, per istigazione alla corruzione, visto che sarebbe stato utilizzato un pentito di camorra – l’ex boss Nunzio Perrella in veste di ‘agente provocatore’ – per proporre affari.
Fanpage.it ha proiettato, durante una conferenza stampa tenutasi nelle scorse ore, il primo video dell’inchiesta giornalistica. La prima clip, rendiconta tra l’altro, circa un ‘pizzino’ con le cifre delle tangenti da pagare a politici e dirigenti Sma, consegnato da un presunto braccio destro del consigliere regionale indagato Luciano Passariello a Nunzio Perrella.

il link della prima parte dell’inchiesta pubblicata da Fanpage.it
https://www.fanpage.it/story/inchiesta-ciclo-rifiuti/

 

 

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