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Inchiesta Sma, riecco Caruson: il boss che da 20 anni fa affari al Vomero

Per il collaboratore di giustizia Rosario Privato, Giovanni 'o chiattone era il cassiere del clan Alfano. E oggi lo ritroviamo nell'inchiesta in cui sono coinvolti anche Luciano Passariello e Roberto De Luca

di Enzo Stabia

Sessantacinque anni, ‘imprenditore’, legami con il clan Cimmino e in precedenza con quello di Giovanni Alfano. E’ Giovanni Caruson, che in alcune intercettazioni risalenti agli anni ’90 viene indicato col soprannome di ‘o chiattone (il grassone). Nell’ambito dell’inchiesta Sma, Caruson è ritenuto dai magistrati braccio destro di Andrea Basile, considerato, a sua volta, al vertice del clan della camorra del Vomero, (i Cimmino, ndr). Caruson viene definito un intermediario del suo referente criminale (Basile, ndr) e anello di congiunzione con altri imprenditori. Il suo nome compare già in un’ordinanza del 1993.

Luigi Cimmino
Luigi Cimmino
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In particolare, l’otto ottobre di quell’anno, l’Ufficio del gip del Tribunale di Napoli emette l’ordinanza di custodia cautelare numero 577/93 con cui veniva affermata, per la prima volta sul piano giudiziario, l’esistenza di una associazione per delinquere di stampo camorristico, promossa e diretta da Giovanni Alfano.

Antonio Caiazzo
Antonio Caiazzo

Quest’ultimo, insieme proprio a Giovanni Caruson, Salvatore Varriale, Antonio Caiazzo, Luigi Cimmino, Renato Cerrito, Gennaro Formigli e Vincenzo Iumiento venivano rinviati a giudizio. Il dibattimento, che si svolgeva innanzi alla Decima Sezione del Tribunale di Napoli, si concluse con l’assoluzione per tutti gli imputati.
Caruson viene tirato in ballo anche dal collaboratore di giustizia Rosario Privato che rendiconta di lui alla magistratura: “La mattina del giorno in cui fu ucciso Agnino Antonio, intorno alle 11,00 del mattino, mi recai al garage Boxer  sito in una traversa di Cappella Gangiani, garage di proprietà di Caiazzo Antonio ma gestito da suo fratello Gigi e rilevato intorno al 1991 da parte del Caiazzo da Caruson, del quale ho parlato nel verbale di interrogatorio di ieri 26.2.98, che ho indicato come una sorta di cassiere dell’epoca del clan Alfano“. Per finire, Giovanni ‘o chiattone, compare anche in un’ordinanza del 1999.

Rosario Privato
Rosario Privato

Che porterà al fermo, tra gli altri di Luigi Cimmino, Andrea Basile, Giuseppe Cristofaro e Aniello Bidognetti. Caruson quando scatta l’operazione si trova in carcere, dove nel frattempo era finito per altri motivi. Nell’ambito delle intercettazioni prodotte in suddetta ordinanza i magistrati ricostruiscono il ruolo che avrebbe avuto nel clan Cimmino. Lo fanno anche attraverso il risultato di intercettazioni telefoniche di conversazioni intercorse tra quest’ultimo e Gennaro Formigli. Alle 22.37 del 25 giugno del 1999 Formigli chiama Caruson; risponde la figlia di quest’ultimo. Formigli raccomanda a Giovanni ‘o chiattone di non lasciare “le carte” (secondo gli inquirenti documenti relativi alla gestione dell’organizzazione criminale) al bar in quanto per ‘tarantelle’ sorte in passato non vuole che sorgano altri problemi.

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