Roberto De Luca
Roberto De Luca

“Il reato di corruzione va escluso” perché erano tutti “accordi simulati”. A stabilirlo è il giudice delle indagini preliminari su richiesta della Procura in merito all’inchiesta scaturita dal reportage “Bloody Money” della testata giornalistica Fanpage.

Tutto è cominciato a febbraio del 2018, a poche settimane dalle Politiche, quando vengono diffusi i video dell’inchiesta di Fanpage, che si incentrano sull’utilizzo di una sorta di “agente provocatore”, l’ex boss ed ex collaboratore di giustizia, Nunzio Perrella. Tra le persone coinvolte nel terremoto che ne consegue, destinatari di un avviso di garanzia, ci sono Roberto De Luca, figlio del governatore Campano Vincenzo e allora assessore (dimissionario a seguito di questa vicenda) a Salerno e Luciano Passariello (FdI), all’epoca candidato alla Camera, ma non eletto (lui stesso affermerà come conseguenza di questa vicenda). Sia Passariello che Roberto De Luca vengono indagati per le ipotesi di corruzione e voto di scambio, con alcuni imprenditori interessati agli appalti sui depuratori della Sma in Campania.

 

A dare notizia dell’archiviazione è stato qualche giorno fa lo stesso De Luca jr, che ha riferito come sia stato “accertato che è stata organizzata una trappola ai miei danni, a scopo non so se politico o giornalistico”.

E infatti, secondo i giudici, infatti, si profila, codice penale alla mano, il cosiddetto “reato impossibile”. Come si legge nel decreto di archiviazione, infatti, “le condotte poste in essere dai giornalisti e da Perrella risultano prive della necessaria offensività poiché conseguenza dell’attività giornalistica” e “il reato va escluso anche per gli altri indagati partecipi alla fittizia pattuizione”. In sostanza, dato che i giornalisti non volevano corrompere davvero, l’accusa di corruzione per politici e imprenditori non può esserci.

Tutto ciò confluisce nell’archiviazione per 19 dei 21 indagati. “Una bolla di sapone” che, però, ha portato “danni economici e di reputazione al mio assistito”, come riferito da Andrea Castaldo, avvocato di De Luca jr.