La sede della sezione di Napoli della Corte dei Conti della Campania

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Nessuna condotta omissiva da parte dei vertici di Palazzo Santa Lucia, con l’assoluzione di Antonio Postiglione, Ferdinando Romano, Mario Vasco ed Ettore Cinque, prima sub commissario e ora assessore al Bilancio della giunta De Luca. Lo riporta un articolo di ‘Repubblica’, a firma del collega Alessio Gemma, che fornisce le motivazioni che hanno portato i giudici della Corte dei Conti, a tre anni dall’indagine sui reparti fotocopia e l’eccessiva presenza di camici bianchi, tutti adeguatamente stipendiati, ad affermare che la mancata riorganizzazione di ospedali e Asl nel 2013, contestata dalla Procura, è, invece, “giustificata dalle modifiche legislative introdotte col decreto legge del 2012”. In sostanza, la riduzione dei reparti non si poteva basare su un piano ospedaliero non più attuale, quello del 2010, dato che erano stati introdotti, a livello nazionale, nuovi standard sul “numero dei posti letto per struttura semplice/complessa”.

 

La Procura aveva ipotizzato un danno di 4,8 milioni, ovvero le somme pagate “da gennaio a dicembre 2015 a titolo di retribuzione ai dirigenti delle unità operative in esubero, rispetto a quelle che avrebbero dovuto essere rideterminate nel rispetto dei parametri standard” indicati dal commissario alla sanità per il piano di rientro del debito. Reparti i esubero che, secondo gli accertamenti della Guardia di Finanza, erano retti da “523 primari e 1915 aiuto primari o assistenti”. Il tutto aveva portato a una richiesta di danni fatta a ben 29 soggetti.

Per effetto delle assoluzioni, le spese legali sostenute dai convenuti (14.719 euro ciascuno) sono a carico delle aziende sanitarie.

 

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