Resta in piedi il discorso legato alle due società.

Dopo sei anni di indagine e cinque di dibattimento, durante l’udienza di ieri mattina, il pm Sergio Amato ha chiesto l’assoluzione per avvenuta prescrizione a carico di tutti gli imputati (19 quelli non ancora assolti) dell’inchiesta Finmeccanica. Una vicenda iniziata nei primi anni del duemila con la quale la Procura voleva dimostrare l’esistenza di una organizzazione in grado di favorire gruppi di potere imprenditoriale e veicolare appalti. Ipotesi, però, nel tempo mai verificata. Milioni di euro che avrebbero favorito due aziende in particolare, con le accuse di turbativa d’asta e corruzione a pendere sul capo delle persone coinvolte.

Ma i continui cambi di composizione del collegio hanno favorito solo il restart del processo, fino all’udienza, appunto, di ieri. Quando si è capito come sia impossibile giungere anche solo alla sentenza di primo grado, portando alla richiesta della Procura. Si tornerà in aula a novembre, quando la parola passerà alle parti. Resta aperto, invece, il discorso legato alle due società coinvolte (Elsa Datamat e Electron), per le quali vale il principio della verifica della responsabilità amministrativa e quindi restano aperte eventuali definizioni risarcitorie.