Il giornalista Mario Sechi

di Giancarlo Tommasone

Modalità, risultati, impatto dell’inchiesta ‘Bloody Money’ di Fanpage.it; la redazione di Stylo24 nel corso degli ultimi dieci giorni ha raccolto le considerazioni di  magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine e di esperti di intelligence. Nelle scorse ore ha contattato Mario Sechi, tra le voci più autorevoli del giornalismo italiano. Ha, tra gli altri incarichi, rivestito quello di vicedirettore di Panorama, de Il Giornale ed è stato direttore de Il Tempo dal 2010 al 2013. Commentatore de Il Foglio dal 2013, nel 2017 ha creato il progetto giornalistico List (http://www.newslist.it/)

Qual è la sua valutazione giornalistica sull’inchiesta di Fanpage?
Come dovrebbe essere? Buona. Hanno ottenuto il risultato giusto. Checché ne dica, circa le modalità utilizzate, un certo tipo di stampa ‘educata’. Le critiche che sono giunte da più parti mi sanno molto di invidia. Fanpage è arrivata dove gli altri non sono giunti. Tutto qui. Il resto sono supercazzole.

Supercazzole?
Sì, lo ripeto: supercazzole. Ce ne sono molti che adesso vogliono fare la lezioncina morale. Ma nel corso degli anni abbiamo pubblicato di tutto. Dove sono le differenze tra l’utilizzare un agente infiltrato in un’inchiesta giornalistica e il pubblicare verbali segreti, vietati? Io non ne vedo.

Mario Sechi è stato direttore del quotidiano “Il Tempo” e vicedirettore di “Panorama” e del “Giornale”

Ecco appunto, la modalità utilizzata da Fanpage. Lei l’avrebbe attuata?
E’ una cosa da vagliare volta per volta. La userei con le dovute garanzie, come del resto, pare abbia fatto Fanpage. Nel caso di Fanpage, ribadisco, è stata una scelta vincente, perché il risultato è stato ottenuto. Non condivido la linea de Il Mattino e quella segnata da certa carta stampata. Bisogna smettere di difendere l’orticello rinsecchito delle rotative, chi continua a farlo, dovrebbe cambiare rotta. Quello di Fanpage è stato un esempio di giornalismo ben interpretato per la rete, reso in immagini e contenuti, che hanno fatto luce su qualcosa di vomitevole.

Quali i passaggi dell’inchiesta che ha ritenuto più interessanti?
Ce ne sono diversi. Non si può negare la forza comunicativa delle immagini dell’incontro nello studio di De Luca (Roberto De Luca, ndr) e del passaggio della valigetta (quella consegnata a Oliviero, ndr). E’ qualcosa che colpisce.

Per finire, inchieste realizzate con le modalità di ‘Bloody Money’ possono rappresentare un modello da riproporre?
Ribadisco, tutto deve essere considerato volta per volta, caso per caso. Quello di Fanpage è qualcosa di riuscito, che ha colto nel segno. Solo chi sa fare il suo lavoro di giornalista può pretendere di contare. Soprattutto in un momento in cui la stampa, e la carta stampata in particolare, conta sempre meno.

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