lunedì, Novembre 29, 2021
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Inchiesta Case Celesti: chi è Crescenzo Marino, figlio del boss Genny Mckay

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Indagato per associazione mafiosa, il 24enne ostenta lusso, passione per i pitbull, velocità e amicizia fraterna con i più quotati rapper della scena napoletana

di Giancarlo Tommasone

Più che delle bacheche multimediali, i suoi profili social assomigliano alle vetrine dei negozi, di quelli esclusivi in Via Calabritto a Napoli, Via Condotti a Roma, o la meneghina Via Monte Napoleone. Vetrine dietro le quali, con pose da indossatore, alquanto a suo agio, a dire il vero, mostra capi d’abbigliamento e accessori griffati. Gucci, Yves San Loren, Fendi, Balenciaga i marchi che vanno per la maggiore, ma non è difficile imbattersi in immagini in cui ostenta al polso cronografi da decine di migliaia di euro, e al dito un anello Rolex. Lusso, cani di razza pitbull, passione per le due e le quattro ruote, viaggi, amicizie con i più quotati esponenti della scena napoletana rap e trap. Ha 24 anni Crescenzo Marino, nato a Napoli sotto il segno dei pesci. E delle Vele, di Scampia, che pure compaiono sullo sfondo, nel vasto campionario di scatti che offre al proprio nutrito gruppo di follower. Professione? «Lavora presso calciatore» dà notizia Fb, ma il suo nome non risulta negli elenchi di giocatori, né tra i dilettanti, né tanto meno tra i professionisti. È finito, invece, su un altro elenco, quello della Procura, nell’ambito di un’inchiesta che ha portato in manette una decina di persone (in totale gli indagati sono 32).

Gaetano, Crescenzo senior e Gennaro Marino

Incensurato, il 24enne, è indagato a piede libero (il gip non ha concesso l’arresto), per associazione mafiosa, e per presunta partecipazione alla gestione della cassa del clan. Di quale cosca? Dei Marino delle Case Celesti, complesso di edilizia popolare a Secondigliano. Crescenzo è il figlio di Gennaro Marino, meglio conosciuto come Genny Mckay, prima fedelissimo dei Di Lauro (come manager di fiorenti piazze di spaccio), poi capo indiscusso dell’ala militare degli Scissionisti, e attualmente in carcere in regime di 41bis. Nella stessa inchiesta, è indagata (anche per lei non è stata disposta alcuna misura cautelare) la ex cognata di Gennaro Marino, Tina Rispoli (vedova di Gaetano Marino) e convolata in seconde nozze con il cantante neomelodico Tony Colombo. I riflettori della Procura si sono accesi su un presunto traffico di droga e sui proventi che secondo gli inquirenti proverrebbe dall’affare illecito. Tanti soldi, fiumi di denaro sulle cui tracce si è messa l’Antimafia. Del resto la disponibilità economica dei McKay, e in particolare quella dei fratelli Marino, si evince dalla risultanza di numerose indagini della magistratura.

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e Troisi dedicato al boss degli Scissionisti

E in effetti, pure, dalle immagini di lusso, postate dal rampollo del boss, Crescenzo, MC 17 per gli amici, appunto, che, tra l’altro la scritta Mckay, se l’è fatta tatuare sul braccio destro. Il rampollo di Genny – come emerso da una inchiesta del nostro quotidiano – per il padre, estimatore, a detta del figlio, di Pino Daniele e Massimo Troisi, ha fatto realizzare anche un murale, su una strada pubblica, proprio di fronte casa. Di recente, invece, come denunciato dal consigliere regionale della Lega, Severino Nappi, il giovane è finito al centro della cronaca, per l’abitudine di sfrecciare (rigorosamente senza casco, e impennando), in testa a un manipolo di centauri, sulle vie dell’area nord. Ma il legame di sangue, di amicizia fraterna, Crescenzo (che porta il nome del nonno, ucciso durante la prima faida di Scampia, a gennaio del 2005) ce l’ha pure con artisti della nuova scena rap e trap napoletana.

Il trapper Geolier e Crescenzo Marino

Molte foto lo ritraggono, infatti, col noto trapper Geolier (un «fratello», come si evince dalla dida di più di uno scatto insieme), al secolo Emanuele Palumbo. E poi, tra chi non fa mancare quasi mai il like di approvazione alle immagini postate dal 24enne, c’è Luchè, al momento il massimo esponente del rap a Napoli, e tra i più quotati in Italia. Tutti figli di quella generazione che potremmo definire dei «belli, ricchi e cattivi» (così è se vi pare), che si crogiolano, contenti loro, all’idea di essere i simboli dello pseudo riscatto di quartieri come Scampia e Secondigliano. Anche se lo fanno a suon di rime e di atteggiamenti che esaltano soldi, tanti e facili, e potere, e chi quei quartieri li ha feriti a morte.

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