L’inchiesta sugli appalti truccati al Comune di Salerno – Le cooperative hanno continuato a lavorare nonostante il lockdown e la paura del virus

L’unico imperativo era fatturare, fatturare, fatturare. Per l’imprenditore Fiorenzo Zoccola, detto Vittorio coinvolto nelle indagini sugli appalti truccati al Comune di Salerno, era importante che l’esecuzione dei servizi affidate alle cooperative proseguisse anche nel periodo pandemico. Poco importa se il Governo avesse decretato il lockdown. Tutto sarebbe dovuto continuare per evitare di perdere soldi. È quanto emerge da un’intercettazione trascritta nell’ordinanza che ha portato agli arresti domiciliari il consigliere regionale Nino Savastano e in carcere l’imprenditore Fiorenzo Zoccola. Tra gli indagati anche il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli.

Gli investigatori hanno ascoltato una telefonata tra Zoccola ed Enzo Landi, presidente di una cooperativa, avvenuta il 21/03/2020, poco dopo il lockdown decretato da Conte il 9/3/2020. Landi chiama l’imprenditore, in un evidente stato di preoccupazione e afferma: «tu non lo so se sai che hanno bloccato i cantieri, ma i nostri ragazzi sono animali che devono lavorare». Blocco che non è nemmeno contemplato da Zoccola. «No, no devono lavorare… a noi…perché ho chiamato a Ciaparrone (componente dello staff del sindaco, ndr.).. sono servizi primari…» risponde l’imprenditore. «Sono servizi primari i nostri… punto e basta» ribatte l’interlocutore. «Se ci fermiamo in questo periodo un mese… un mese e mezzo – afferma Zoccola nella telefonata -, con i tempi che sta facendo si fanno le foreste, ma perché tu non lì volevi far scendere? Fammi capire».

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«Se vi fermate, vi fermo le fatture dopo…»

«Ti dico la verità – dice Landi un po’ preoccupato – lì volevo far fermare un po’.. tengo paura che si mischiano qualcosa tra di loro… quelli stanno sempre insieme… nello stesso camion nella stessa cosa». La preoccupazione del contagio però non impedisce a Zoccola di pensare al guadagno e prospetta al presidente della cooperativa una soluzione secondo lui accettabile: «Al limite li distribuisci, fai un paio di squadre… in modo che stanno più a distanza… purtroppo, io ho parlato dieci minuti fa con Nello Mastursi (capo segreteria del governatore De Luca, non indagato, ndr.). Gli ho detto ma vale pure per noi? Ha detto voi no».

Al centro di tutto però c’è il guadagno. «A me – spiega Landi nell’intercettazione – Peppe ha chiamato a Ciaparrone, e Ciaparrone gli ha detto: se vi fermate, vi fermo le fatture dopo…». «È normale per questo ti dicevo, quelli i parchi stanno chiusi, i guardiani scendono lo stesso… stanno pitturando le panchine… ci stiamo facendo fare quelle cose che andavano fatte in primavera, le abbiamo solo anticipate, così ce le troviamo fatte quando apriamo» taglia corto Zoccola concludendo la telefonata.

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