domenica, Dicembre 5, 2021
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Capri, così furono coperti gli abusi edilizi nella villa sequestrata due volte

di Giancarlo Tommasone

Trentotto metri quadrati, 55 centimetri di larghezza, due metri d’altezza. E’ pure una questione di numeri quella che ha portato all’emissione di tre misure cautelari nei confronti dell’architetto Massimo Stroscio, capo dell’Ufficio tecnico settore Edilizia privata del Comune di Capri, dell’imprenditore edile Biagio Gargiulo e del titolare dell’immobile al centro dell’inchiesta, Silverio Paone.

Allarme abusivismo edilizio a Capri

Per Stroscio sono stati disposti
gli arresti domiciliari, per Gargiulo e Paone, invece,
è stato imposto il divieto
di dimora
nel comune di Capri

Sotto i riflettori una villa in Via Cercola. Tutto ha origine nel mese di gennaio scorso, quando i carabinieri effettuano un accesso presso la struttura ed evidenziano delle discrepanze, dovute alla realizzazione di un manufatto abusivo di 38 metri quadrati. Sulla struttura adiacente preesistente, annotano i militari dell’Arma, «erano in corso lavori di trasformazione con modifiche che alteravano l’aspetto esterno attraverso l’ampliamento di porte e finestre».

Scattano i sigilli,
i lavori vengono sospesi,
l’immobile in questione
viene sequestrato

Passiamo al 23 marzo 2018, quando si verifica un altro accesso presso la villa di Via Cercola. Bisogna verificare se sia stato effettivamente ripristinato lo stato dei luoghi con l’interramento della porzione abusiva, quella di 38 metri quadrati, come imposto dal decreto di demolizione prodotto nel precedente mese di febbraio. Al sopralluogo partecipa anche l’architetto Stroscio, che scrivono gli inquirenti nell’ordinanza che ha portato all’emissione delle tre misure cautelari, provvedeva «a impartire specifiche direttive sulla modalità di verifica dell’effettivo ripristino, consistite nella realizzazione di un unico foro nella parete di chiusura del vano abusivamente realizzato, praticato nel punto esattamente indicato dallo stesso architetto Stroscio». Risultato? Il sondaggio indica che il ripristino dei luoghi è stato effettuato, si può dare avvio all’iter per il dissequestro della villa.

Passiamo a giugno, quando i carabinieri
procedono a un ulteriore controllo
presso la villa di Via Cercola

L’esito è diametralmente opposto a quello di marzo. I carabinieri constatano che l’abuso non era stato «sanato», e che quindi le «operazioni compiute da Gargiulo (l’imprenditore edile, ndr) non erano altro che una mera simulazione e una vera e propria alterazione dello stato dei luoghi». Le operazioni si svolgono tra il 14 e il 15 giugno, alla presenza dello stesso Biagio Gargiulo; i militari dell’Arma sono coadiuvati dall’ingegner Salvatore Rossi dell’Ufficio edilizia privata di Capri, nominato nell’occasione ausiliario di polizia giudiziaria. I controlli questa volta non si limitano a un unico «carotaggio», ma vengono effettuati diversi sondaggi che provano ancora l’esistenza dell’abuso scoperto a gennaio. Nello specifico, il sondaggio effettuato a marzo (nel punto preciso indicato dall’architetto Stroscio) si sarebbe fermato a una sola (e minima) parte del manufatto abusivo. Il foro avrebbe attraversato una intercapedine larga 5 centimetri (a fronte degli otto metri complessivi) e alta due metri, che era stata effettivamente riempita di terra. Tutto ciò, secondo l’accusa rappresenta un illecito attuato per «coprire» l’abuso persistente (di 38 metri quadrati) ed effettuato per  addivenire al dissequestro della villa in questione.

Tale scoperta ha portato
dunque, alle tre misure
emesse
nelle scorse ore.
i reati contestati a vario titolo,
sono quelli di frode processuale,
falso ideologico e falso materiale

C’è di più. Scrivono i magistrati nell’ordinanza che ha portato all’emissione delle misure cautelari, «l’ingegner Salvatore Rossi (come lo stesso ha dichiarato agli inquirenti) dice di aver avuto dallo Stroscio, il giorno 19 giugno 2018, pressioni prima verbali e poi con ufficiale nota scritta a firma dello stesso responsabile di settore per sapere degli esiti del sopralluogo».

Il sindaco di Capri Gianni De Martino

Richiesta di dimissioni nei confronti del sindaco di Capri

Il caso, è naturale, ha innescato molte polemiche sull’isola azzurra. Il gruppo consiliare di opposizione Avanti Capri, nelle scorse ore, ha depositato all’Ufficio protocollo del Comune di Capri la richiesta ufficiale per la convocazione del consiglio comunale di urgenza. I consiglieri di opposizione Marino Lembo, Salvatore Ciuccio, Ludovica Di Meglio e Paola Mazzina hanno chiesto che venga messo all’ordine del giorno la vicenda delle indagini in corso sugli abusi edilizi unitamente alla richiesta di dimissioni e di sfiducia del sindaco di Capri, Gianni De Martino. A relazionare sull’argomento sarà il capogruppo di opposizione Marino Lembo. La richiesta è stata presentata al presidente del consiglio comunale, al sindaco e alla segreteria comunale.

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