Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa e il capo segreteria Fulvio Mamone Capria
Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa e il capo segreteria Fulvio Mamone Capria

di Giancarlo Tommasone
Nell’inchiesta su Abc, partecipata del Comune di Napoli, sono coinvolte 21 persone: tra esse c’è anche un ex componente del cda di Acqua Bene Comune, Fulvio Mamone Capria. Quest’ultimo, presidente della ong animalista Lipu (Lega italiana per la protezione uccelli), di recente, è stato nominato capo della Segreteria del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa.

I riflettori della magistratura
contabile si sono accesi su Abc
e sulle due società satellite,
Net Service e Marino Lavori

Un dipendente della Abc

Secondo le ipotesi della Corte dei Conti della Campania, in un periodo compreso tra il 2013 e il 2014, la partecipata del Comune avrebbe provato a salvare, tramite finanziamenti diretti o indiretti, le due «controllate», che però versavano in condizioni di tale deficit, da essere considerate ormai irrecuperabili. Tutto ciò assolutamente in contrasto con la normativa vigente che vieta di destinare aiuti di Stato a società in perdita. Stando ai volumi quantificati, i presunti danni erariali si aggirerebbero sugli oltre due milioni di euro. Nella giornata di ieri, come ha riportato Il Mattino, le fiamme gialle hanno fatto accesso presso la sede di Abc, notificando ai vertici dell’azienda e al Comune di Napoli (ricordiamo che Abc è una municipalizzata) la comunicazione di deposito dell’atto di citazione a giudizio.

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Nella lista i nomi di dirigenti, amministratori
e componenti del collegio sindacale

Secondo quanto è emerso, la Procura ha chiesto ad Acqua Bene Comune di avviare – in via cautelativa – tutte le iniziative necessarie per impedire che possano ripetersi eventuali danni erariali. Sotto i riflettori, in fase di indagini, era finita anche l’installazione dei contatori dell’acqua.

Tra il 2013 e il 2014 Abc avrebbe pagato
a Net Service 82 euro per ogni apparecchio, mentre l’anno prima aveva pagato
a ditte esterne soltanto 39,92 a pezzo,
per lo stesso servizio

«Oltre agli aumenti delle tariffe, la partecipata ha pure imposto ai cittadini la retroattività di tale aumento per i consumi già pagati delle bollette del 2016 e del 2017. I cittadini, per il 2018, si ritroveranno a pagare oltre all’aumento del 6,6% anche gli arretrati», aveva denunciato il consigliere comunale di Napoli, Vincenzo Moretto. Ritornando alle persone coinvolte nell’inchiesta, tra esse, oltre al già citato Fulvio Mamone Capria, ci sono anche gli ex componenti del cda di Abc, Maurizio Giugni, Ugo Mattei e Chiara Pennino; del collegio sindacale Giovanni Battaglia e Marcello Gaeta; l’amministratore unico della Net Service, Paola Bruno; il direttore generale di Abc Lucio Tarallo; i dirigenti Giancarlo Piccirillo, Pasquale Speranza, Alfredo Pennarola, Emilio Baldoni, Raffaele Mucciariello.