Le comunicazioni da dietro le sbarre

Senza soluzioni di continuità il fenomeno dei microcellulari nella disponibilità dei detenuti. L’ultimo sequestro è stato effettuato, nelle scorse ore, nel carcere di Secondigliano, dove sono stati rinvenuti quattro dispositivi. A riportare la notizia, il quotidiano Il Mattino. Il fenomeno è sempre più preoccupante e nello scorso anno ha fatto registrare centinaia di sequestri, tra il penitenziario di Secondigliano e quello di Via Nuova Poggioreale. Stesso scenario anche in altri istituti campani, anche in quelli dove sono reclusi minorenni. Tanti gli espedienti utilizzati dai parenti dei detenuti per introdurre microtelefoni e altro materiale vietato, parliamo anche di sostanze stupefacenti: molte volte i dispositivi sono occultati all’interno di biancheria, scarpe o finanche nel cibo portato ai reclusi, dall’esterno.