venerdì, Maggio 27, 2022
HomeNotizie di PoliticaIn difesa del ministro Bianchi, l'unico lucido in questo caos

In difesa del ministro Bianchi, l’unico lucido in questo caos

La scuola è un focolaio di conoscenza, non di virus

di Mauro Della Corte

La scuola in Campania sembra ancora avvolta dal caos, l’unico ancora lucido nell’analisi, attualmente, sembra essere il ministro dell’istruzione che continua a spiegare, con calma e pazienza, la necessità di tenere i bambini tra i banchi e smorzare i torni allarmistici che De Luca e c. continuano a tenere nei confronti della scuola. In Italia «su un totale di 7.362.181 studenti, gli alunni in presenza sono l’88,4%.

Per l’infanzia gli alunni positivi o in quarantena sono il 9%. Per la primaria il 10,9% e per la secondaria il numero di studenti in Dad o in didattica integrata sono il 12,5%» ha spiegato il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. Per entrare nel dettaglio ha sottolineato la situazione delle varie regioni sul 6,6% delle classi in quarantena a livello nazionale, il 4,9% sono in Campania. Poco, pochissimo, praticamente nulla per poter affermare l’esigenza di privare i bambini della socialità e dell’Istruzione.

I casi registrati dalla Regione

Ma De Luca insiste, non vuol sapere niente e continua a emettere dati, a nostro parere, senza senso solo per poter vincere il braccio di ferro con il ministero. Il presidente della Regione Campania ha pubblicato un report secondo cui nella nostra regione si sono registrati 26mila contagi tra gli 0 e i 13 anni. Numeri che bisognerebbe analizzare nel profondo. Secondo il governatore in questa fascia di età tra l’11 e il 17 gennaio si sono registrati 25.745 casi contro i 148.548 totali. In pratica i bambini contagiati sono solo il 17% del totale. Una domanda però viene spontanea. Chi dice che si sono contagiati in classe? Non potrebbero essersi contagiati a casa o nei parchi gioco o sui trasporti che la Regione insiste a non potenziare?

Inoltre secondo quanto riferito dal ministro Bianchi la maggior parte dei contagi deriva dal periodo festivo appena trascorso, non dalla scuola che è appena ricominciata. In pratica chi starebbe facendo di tutta un’erba un fascio è proprio Santa Lucia che, in questo modo, crea solo confusione e panico.

I danni delle chiusure su bambini e ragazzi

La realtà dei fatti è un’altra. Bisognerebbe smetterla di pensare alla scuola come a un focolaio di virus e considerarla invece un focolaio di sapere e di crescita. Invece la si considera fonte di problemi e la salute mentale dei bambini ne sta pesantemente risentendo. La dottoressa Maria Pontillo, psicologa e psicoterapeuta dell’unità operativa complessa di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma (una delle eccellenze italiane per i bambini) ha spiegato la drammatica realtà dopo due anni di pandemia e il lungo ricorso alla dad.

Fra gli adolescenti (12 e 18 anni) che chiedono aiuto alla struttura, ben il 45% è per depressione. «Il Covid-19 – ha spiegato ad agensir – è stato un agente detonatore di ciò che era sommerso. A volte in maniera drammatica, come dimostra l’aumento del 30 per cento dei casi che il Bambino Gesù ha registrato di autolesionismo, suicidio e tentativi di suicidio. È aumentato anche il ‘ritiro sociale’, cioè i ragazzi che avevano già una difficoltà nella relazione con l’altro hanno preferito rimanere a casa anche quando c’è stata una progressiva riapertura».

La scuola ha un ruolo fondamentale nell’individuare anche i disagi psicologici dei ragazzi. Molte volte gli insegnanti, essendo in contatto diretto con gli alunni e preparati per queste circostanze, riescono a individuare i problemi. Tutto questo è stato perso perché i docenti non hanno più il contatto. La dispersione scolastica a causa della dad è aumentata a dismisura. Il governatore, invece di creare panico, dovrebbe intervenire su questo fronte dovrebbe spingere chi di dovere a organizzare meglio tutto il settore istruzione.

Mancano perfino i dati sull’evasione scolastica

È mai possibile che in Campania, nell’anno domini 2022, dove tutto viaggia alla velocità della luce, un prefetto di una città metropolitana come Napoli, non sia messo al corrente sui casi di evasione dall’obbligo scolastico? Come fa a combattere questo fenomeno se non sa quanti casi ci sono, dove sono e perché ci sono? Fa bene il prefetto Palomba a sottolineare il problema. Invece di parlare di cose astratte sarebbe meglio affrontare questi problemi. Invece l’ufficio scolastico regionale è a corto di personale da qualche mese e non c’è un censimento capillare sui dati della dispersione scolastica che pure, in questo momento, è alta. Dispersione scolastica che si tramuterà inevitabilmente in disagio sociale, sia nel breve e ancora di più nel lungo periodo.

Leggi anche...

- Advertisement -