giovedì, Maggio 26, 2022
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In cella con un tumore in stadio avanzato, si muove il garante dei detenuti

Anche Samuele Ciambriello si sta interessando al caso sollevato dal nostro giornale. L’uomo, rinchiuso a Poggioreale, è ritenuto incompatibile con il regime carcerario

Si muove anche il garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, per il caso di Antonio A., 44 anni, di cui il nostro giornale si è occupato nei giorni scorsi. L’uomo si trova recluso presso la casa circondariale napoletana di Poggioreale, ma le sue condizioni di salute risultano essere «totalmente incompatibili con il regime carcerario». È quanto si evince dall’ennesima sollecitazione che il legale difensore del 44enne (avvocato Michele Riggi) ha inviato all’attenzione del Tribunale e del magistrato di Sorveglianza, e su cui ora potrebbe concentrarsi l’attenzione di Ciambriello, particolarmente attivo nella difesa dei diritti dei detenuti. Numerose le pec inviate a partire dal 13 giugno scorso all’attenzione anche della direzione penitenziaria del carcere di Poggioreale, per evidenziare come Antonio abbia bisogno di immediate «cure specialistiche ed intervento chirurgico (esterno alla vetusta e inadeguata struttura carceraria) non più procrastinabili».

Il garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello

All’istanza presentata dal legale difensore del detenuto, è stata allegata l’ennesima relazione del medico legale Ernesto Izzo. Nella documentazione prodotta è scritto che in Antonio A. «affetto da tumore alla laringe di grado avanzato», si riscontrano «tutti gli indici di progressione della malattia, tanto da poter ritenere, ancora una volta, che le sue condizioni di salute siano totalmente incompatibili con il regime carcerario». Dalla relazione del dottor Izzo si evince che «le emissioni di sangue dell’apparato orofaringeo del soggetto in esame, sono negli ultimi giorni, aumentate sia in frequenza che in intensità. Ciò è indice di avviluppamento della massa neoplastica faringea dei vasi sanguigni con rottura degli stessi ed emissione di sangue dalla bocca».

Michele Riggi, avvocato penalista

Inoltre, è possibile leggere nel documento, è «da considerare che più giorni passano, più vasi di dimensioni maggiori vengono interessati, nonché la penetrazione di cellule neoplastiche all’interno dei vasi sanguigni. Ne consegue che, malauguratamente, venisse interessato un più grosso vaso, si assisterà ad una virulenta emissione di sangue che metterà in imminente pericolo la vita del paziente». Antonio A. – stando al suo quadro clinico – ha dunque, estrema necessità di cure e di essere trasferito in una struttura sanitaria adeguata.

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