Aziende in crisi, la mappa delle vertenze nell'area metropolitana di Napoli

L’analisi dei sindacati Cisl e Cgil

“I numeri sono impressionanti, oltre un terzo della popolazione dell’area metropolitana soffre in termini economici e sociali e i dati sulla Cassa integrazione lo dimostrano. C’e’ una cronica insufficienza di tutti i servizi di tutela sociale”. È quanto ha dichiarato alla Dire il segretario generale Cgil Napoli, Walter Schiavella. Nel mirino i dati Inps aggiornati il 9 novembre che consegnano un quadro in bilico del sistema produttivo campano e napoletano: 800mila lavoratori in cassa integrazione in regione e circa 485 milioni versati. I beneficiari del sussidio, solo a Napoli e provincia, sono 500mila, il 60%. “Testimonia l’effetto che Napoli e’ in negativo sul dato regionale – aggiunge Schiavella -, l’economia napoletana non e’ al centro delle politiche della Regione. Per capire la situazione basta sommare a questo dato le incertezze delle prospettive per molte aziende che rischiano di non riaprire, il 66% degli occupati nell’area metropolitana napoletana che e’ impiegato nei settori piu’ colpiti dalla crisi, oppure i dati sull’economia grigia, sulle persone che percepiscono il reddito di cittadinanza o quelle che hanno richiesto il bonus alimentare al Comune, oltre 40mila”.

A commentare alla Dire le cifre sulla Cig in regione e’ anche Gianpiero Tipaldi, il segretario generale Cisl Napoli. “Non abbiamo un altissimo numero di domande in provincia di Napoli- ha spiegato Tipaldi -. Le posizioni aperte con dipendenti che hanno fatto domanda di Cig sono in un’economia debole e per capirlo sarebbe necessario rapportare il dato delle posizioni aperte nella provincia di Napoli con quelle nella provincia di Milano o Roma. Fatte le debite proporzioni noi non siamo in un numero alto rispetto agli altri. Abbiamo meno lavoro e meno occupati e anche meno ore lavorate, dunque una richiesta inferiore. L’unica certezza – ha concluso Tipaldi – e’ che il costo alto della spesa pubblica su questa parte del territorio e’ solo ed esclusivamente impegnato sul Reddito di Cittadinanza”. Di vedute piu’ larghe e’ il segretario generale Uil Napoli, Giovanni Sgambati, che ha analizzato il dato in un contesto nazionale. “Facciamo l’esempio di Brescia – cosi’ il sindacalista alla Dire – che, pur avendo una popolazione molto ridotta rispetto a Napoli e provincia, ha un’occupazione lavorativa maggiore. Lo spaccato di cassa per Covid e’ superiore rispetto alla provincia di Napoli. Voglio dire che e’ importante notare come il Covid e i dati sulla cassa integrazione abbiano evidenziato il divario separa grandi zone povere e piccole zone ricche”.

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