giovedì, Febbraio 2, 2023
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«Imperiale trattò con l’Interpol per liberare Carbone»

Il boss di Castellammare di Stabia pronto a pagare per ottenere la scarcerazione del fidato «socio»

Bruno Carbone era un «tassello» importante per il boss Raffaele Imperiale, narcotrafficante considerato il «re della cocaina». Talmente fondamentale che «Lellucio di Ponte Persica» era disposto a pagare cifre considerevoli per liberarlo. A raccontarlo è il collaboratore di giustizia Andrea Lollo agli inquirenti in un interrogatorio dell’11 gennaio 2019, informazioni che il «pentito» ha appreso de relato, dal cugino di Carbone. Secondo il collaboratore, in un’occasione di un suo viaggio a Dubai con un areo privato, Carbone fu fermato dall’Interpol con dei documenti falsi: essi, infatti, erano di provenienza furtiva.

Per questo il «socio» del boss di Castellammare fu arrestato. Secondo Lollo la notizia arrivò a Imperiale che «saputo dell’avvenuto arresto è intervenuto presso l’Interpol, a dire di Marco Simeoli (il cugino di Carbone) pagando una cifra rilevante e così l’Interpol aveva indicato tre giorni come termine entro il quale il Carbone doveva lasciare Dubai». E, infatti, fa sapere il collaboratore di giustizia: «Carbone sarebbe ripartito da Dubai con l’aereo privato e si sarebbe recato in un Paese dell’Est».

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