Raffaele Imperiale, legato alla vicenda dei due quadri di Van Gogh

Il re del narcotraffico: i quadri rubati al museo? Li acquistai perché il prezzo era conveniente, non scappo dai processi e sono estraneo alle faide di camorra

Quarantasei anni compiuti lo scorso ottobre, vive da un lungo periodo a Dubai, da latitante (in Italia è stato condannato a otto anni di reclusione, condanna non ancora passata in giudicato, ndr). E’ il re del narcotraffico internazionale, origini stabiesi: si chiama Raffaele Imperiale.

Si racconta, nel corso di una lunga intervista, a firma di Leandro Del Gaudio del quotidiano Il Mattino.  Una intervista a tutto tondo in cui parla anche del motivo che lo spinse ad acquistare i due quadri di Van Gogh, rubati al Museo di Amsterdam nel 2002, e successivamente recuperati dalle forze dell’ordine in un casolare, a Castellammare, di proprietà della famiglia del 46enne.

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«Li comprai direttamente dal ladro, perché il prezzo era conveniente. Ma soprattutto perché amo l’arte», afferma Imperiale. «Vengo da una famiglia perbene, e da piccolo mio padre mi portava non di rado nei musei», continua. «Vivo da anni a Dubai, e non scappo dai processi », afferma ancora imperiale. Che sottolinea come non rinneghi alcunché della sua vita, anche se, dice: «Non è questo il modello che auguro ai miei figli di seguire».