martedì, Ottobre 4, 2022
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«Impensabile un secondo mandato per Pietro Spirito»

Vincenzo Presutto, senatore del M5s, a Stylo24: in cinque anni non ha portato a termine una sola cosa buona. E questo è un merito?

La notizia della ricandidatura di Pietro Spirito alla presidenza dell’Autorità di Sistema del Mar Tirreno Centrale risale a una decina di giorni fa, ma continua a far non poco rumore. Il “lavoro” portato avanti dallo stesso in questi anni è sotto gli occhi di tutti, soprattutto per quanto riguarda la gestione del porto di Napoli. Il cui culmine, almeno dal punto di vista temporale, per la serie ultimo ma non ultimo, è la presentazione del progetto congiunto di Edison e Kuwait Petroleum Italia (Q8) per un deposito costiero (del tipo small scale) di Gnl nella Darsena Petroli. “Un atto terroristico nei confronti della città”. Così lo definisce, senza troppi giri di parole, il senatore del M5s Vincenzo Presutto, ascoltato da Stylo24.

Senatore, cosa pensa della ricandidatura di Pietro Spirito si ricandida per un secondo mandato?
“Penso sia una scelta inappropriata, perché i risultati ottenuti sono stati molto deludenti, a voler usare un eufemismo. E’ nel suo diritto presentarla, certo, ma la ministra De Micheli non potrà prenderla assolutamente in considerazione. Poi se non gestire un porto è un merito, allora c’è molto da chiedersi”.

Il M5s sembrava particolarmente agguerrito, almeno nella sua cellula napoletana, contro la gestione immobile del porto di Napoli ad opera del presidente Spirito. Perché non si hanno più notizie di iniziative dei grillini contro di lui?
“Personalmente ho un incontro in programma a breve con il ministero delle Infrastrutture, in particolare con il segretario Roberto Traversi, proprio per parlare nuovamente con la massima attenzione della città. Così come vedrò anche i ministri Costa e Patuanelli, per la questione del deposito Gnl che vogliono mettere nel porto di Napoli. Semplicemente una follia. Un attentato ai cittadini. E chi di dovere si assumerà la responsabilità di questa decisione, che, ovviamente, faremo tutto il possibile per bloccare. E qualora non dovessero intervenire, prendendo una posizione chiara e precisa, sarebbero responsabili, con il loro silenzio, anche de Magistris e De Luca”.

Qual è stato il più grande fallimento di Spirito a conclusione del suo mandato?
“La verità è che Spirito non ha portato a termine una cosa buona. Il porto di fatto non è stato gestito. Dov’è il piano regolatore portuale? E’ possibile che si ricandidi un presidente che in cinque anni ha praticamente smesso di parlare del piano regolatore portuale? Un presidente che in cinque anni non ha minimamente messo in considerazione la gestione del porto di Napoli, che ha una importanza strategica fondamentale per la città, in termini economici. Bisognava risolvere i problemi di inquinamento dell’aria, dei suoli, del mare, ma non è stato fatto nulla. E dopo tutto ciò, presenta la sua candidatura per continuare a fare il nulla? E’ questo il merito su cui si poggia la sua richiesta? Il fare nulla? L’unica cosa fatta è stato mettere a repentaglio la salute dei cittadini con una cisterna Gnl presentata all’interno di una kermesse come Napoli Shipping Week? A questo serve l’evento? Gli organizzatori della manifestazione vogliono davvero parlare di operazioni che mettono a repentaglio la sicurezza della città?”.

Il M5s è ormai subordinato ai voleri del Pd. Spirito è stato indicato dall’ex ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, quindi può contare su una sponda importante a livello governativo. Voi siete disponibili a farvi ancora una volta dettare la linea dal Pd nella nomina di ruoli strategici per l’economia nazionale come le presidente delle autorità portuali?
“Spirito non ha l’appoggio della città, come non ha quello del M5s, per cui il presidente del porto di Napoli deve essere in grado di gestire lo scalo in chiave commerciale positiva. Deve essere una figura di alto profilo professionale e di grandi valori, orientati soprattutto alla tutela degli interessi dei cittadini. Che devono tornare a respirare, nel vero senso della parola. C’è bisogno di un porto che elimini i rischi ad esempio derivati dalla presenza di idrocarburi o di altri derivati del petrolio o del gas, che rappresentano un pericolo di esplosione al pari di quanto accaduto in Libano a Beirut, dove un pezzo della città è stato sventrato da una deflagrazione avvenuta nel porto. Quale politica così malefica il M5s potrebbe mai sostenere? Non è una questione di partito, sia chiaro, ma di buona o cattiva politica. E questa è la posizione del M5s, non di Vincenzo Presutto. Poi se qualcuno non è d’accordo con la mia visuale, lo dica apertamente e se ne assuma le responsabilità. Ma dovrà farlo anche per la morte di quelli che ogni giorno si trovano svegliati con una diagnosi di tumore, come capitato a tante persone che hanno perso la vita in quel territorio. Al pari di chi non ha fatto nulla, a fronte di un piano regolatore che prevedeva l’allontanamento dei petroli dal porto di Napoli. E che è stato insabbiato. La ministra De Micheli deve intervenire urgentemente, perché a questo punto è una scelta tra bene e male”.

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