Le indagini, che hanno portato all’arresto di 3 persone nel capoluogo campano, sono state avviate all’indomani dei gravissimi attentati terroristici che hanno colpito, tra il 2015 e il 2016, Francia e Belgio.

Sono 14 le persone indagate nell’ambito dell’operazione denominata “Mardan”, portata a compimento dal Ros, col supporto in fase esecutiva del Comando provinciale carabinieri di Napoli, che ha consentito lo smantellamento di un vero e proprio centro di documenti falsi dedito al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, di extracomunitari pachistani, indiani, tunisini, marocchini, afghani, ucraini e russi, in alcuni casi provenienti da aree di crisi, nel capoluogo campano. Di queste, tre sono state arrestate, al termine delle indagini della Procura di Napoli, avviate successivamente ai gravissimi attentati terroristici che hanno colpito, tra il 2015 e il 2016, Francia e Belgio, una è finita in carcere e due ai domiciliari, mentre obbligo di dimora per le altre 11, tra cui 8 pakistani (5 irregolari sul territorio) e 3 italiani.

L’organizzazione favoriva l’ingresso e la permanenza sul territorio nazionale, e conseguentemente in tutta l’area Schengen, di extracomunitari privi dei requisiti per l’ottenimento del permesso di soggiorno. Gli inquirenti sottolineano come gli indagati “in contatto con persone localizzate in Belgio e Francia, riuscissero ad ottenere la regolarizzazione a Napoli di extracomunitari dimoranti in quegli Stati ai quali veniva materialmente recapitato il documento di soggiorno italiano previa corresponsione del compenso”.

ad

La base logistica del gruppo criminale era un internet point di Napoli, poi sequestrato. I guadagni illeciti venivano trasferiti, mediante transazioni bancarie e circuiti di Money Transfer, presso conti attestati in Pakistan, o attraverso l’hawala che permette il passaggio di ingenti somme di denaro tra soggetti in differenti nazioni, senza alcuna movimentazione di denaro.

Riproduzione Riservata