venerdì, Maggio 20, 2022
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Banda dei permessi di soggiorno, nuovi indagati: c’è anche un avvocato

Sono cominciati ieri i primi interrogatori in carcere per sette arrestati giovedì, tra cui due poliziotti in servizio presso l’ufficio immigrazione della questura di Napoli, accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina e in alcuni casi anche corruzione Si tratta dell’inchiesta, coordinata dai pm Mariella Di Mauro e Catello Maresca con il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli.

“Una semplice informazione sullo stato della procedura valeva 50 euro, per la facilitazione per il rilascio di un permesso di soggiorno si arrivava anche a 3.000 euro”. E’ quello che è venuto a galla nelle indagini che sono state svolte dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli e dagli agenti della Squadra Mobile di Napoli.

 

Oltre a Vincenzo Spinosa, ex ispettore di polizia che, secondo le accuse, “sovrintendeva e coordinava l’intera filiera dei servizi offerti alla clientela” ieri è stato interrogato nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere Flavio Scagliola 44 anni di Capua (difeso dall’avvocato Dario Mancino), ancora in servizio alla Questura di Napoli che si è dichiarato innocente dinanzi al gip. Tra gli indagati ci sono: Bessem Baazaqui, Mohamed Ben Zoutine, Alessandro Cerrone di Poggiomarino, Salim Forati, Mounir Grine, Luigi Guerriero di Melito, Fayacal Kheirallam, l’avvocato Gennaro Ioimo di Mondragone, Sergio Repola di Calvizzano, Quiq Weng e Carlo Tagliafierro di Aversa.

 

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