In alto il narcos Raffaele Imperiale. In basso a sinistra Cesare Pagano, a destra Raffaele Amato (i due capi del clan degli Scissionisti)

Secondo quanto dichiara il pentito Carmine Cerrato (cognato di Cesare Pagano) il viaggio si svolse prima della faida del 2004

Le dichiarazioni del pentito Carmine Cerrato (classe 1971) sono considerate di particolare rilevanza dagli inquirenti, soprattutto perché quest’ultimo è il cognato del boss Cesare Pagano, e per anni è stato tra i vertici dell’organizzazione criminale. Ha quindi conoscenza diretta delle dinamiche interne del clan, e dello scenario della malavita dell’area nord, in generale. Cerrato, in più occasioni, ha tratteggiato la figura dei narcos Mario Cerrone e Raffaele Imperiale. Il primo, dopo il suo arresto, ha deciso di collaborare con la giustizia, il secondo, invece, è attualmente latitante negli Emirati Arabi, a Dubai. «Raffaele Imperiale – fa mettere a verbale Cerrato, a maggio del 2014 – è socio di Cerrone, ma è più importante di Mario, perché ha lui i collegamenti in Colombia».

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E poi, il pentito racconta di un viaggio fatto da Raffaele Imperiale e dal boss degli Scissionisti, Raffaele Amato, nello stato sudamericano. «Il viaggio si svolse parecchio tempo fa – spiega Cerrato –, era prima della faida (di Scampia e Secondigliano) del 2004». Il pm chiede se Imperiale continui ad avere rapporti diretti con la Colombia e se da lì prenda ancora la droga, nello specifico, cocaina. «Per quanto è in mia conoscenza, l’ultimo (viaggio) lo ha fatto, come ho  spiegato già prima, nel 2008. Se adesso  ha iniziato un’altra volta a lavorare non lo so, ma è capace, ha le potenzialità per fare questa cosa». «Ha le potenzialità?», chiede conferme il pubblico ministero. «Certo», risponde il collaboratore di giustizia Carmine Cerrato.

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