(Nelle foto Matteo Balzano, il pentito Luca Covelli e Luigi Cifrone)

Luca Covelli vuota il sacco e ricostruisce la contabilità dei clan Balzano e Cifrone: «Io prendevo 500 euro a settimana, 800 euro al mese alle mogli dei ras detenuti»

di Luigi Nicolosi

Nonostante la crisi, le retate e i pentimenti eccellenti gli affari del “sistema” di Miano hanno continuato ad andare a gonfie vele. Non a caso i due principali gruppi di mala del quartiere si sono potuti permettere fino ad oggi il lusso di mantenere in piedi un welfare da organizzazione di rango. Altro che piccoli clan dediti allo spaccio. Parola del neo collaboratore di giustizia Luca Covelli, che ricostruendo le gerarchie criminali delle cosche Balzano e Cifrone, fino a pochi anni fa alleate, ha messo a verbale: «Io personalmente prendevo circa 400-500 euro a settimana, poi ho preso di meno, 150-200 euro a settimana». Ma nel libro mastro dell’organizzazione comparirebbe un lungo elenco di nomi, a cominciare da quelli delle mogli dei boss detenuti.

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È il 3 aprile del 2019 quando Covelli, incalzato dagli interrogativi degli inquirenti della Dda, ricostruisce il sistema dei pagamenti dei clan Balzano e Cifrone. Il neo pentito aveva del resto fatto parte di entrambe le organizzazioni: «Mi viene chiesto di precisare se il gruppo di Abbasc Miano (i Balzano, ndr) provvedeva alla retribuzione degli affiliati e se vi fosse un tariffario preciso ovvero una distinzione a seconda dei ruoli e dico che Matteo Balzano decideva quanto dovevamo avere. Io personalmente prendevo circa 400-500 euro a settimana, questo fino al mese di giugno, poi ho preso di meno, 150-200 euro a settimana. I soldi me li dava materialmente “Fragolino” ma sempre su disposizione di Matteo, è lui che decide e dopo di lui “Fragolino” e “Cicchilotto”. La gerarchia è questa. Oltre a me la settimana la prendeva Patrizio, il cognato di Salvatore Silvestri (150-200 euro), “Pinocchio” e “Cape e Chiuov”. Gli altri sono ragazzi che guadagnano dalla droga».

L’ex capopiazza di Miano ha poi fornito un’ulteriore serie di dettagli fornendo informazioni in merito al sostentamento dei familiari dei ras ristretti in carcere: «Matto provvede inoltre al pagamento delle mesate per i detenuti e su questo c’è una divisione con il gruppo dei Cifrone, una divisione tra i detenuti. I Cifrone provvedono al sostentamento dei familiari di Bonavolta, la moglie “Raziella” prende 800 euro al mese, di “’o Cavallo”, a moglie prende 800 euro al mese, di Gaetano Cifrone, quello del blitz del pane, di Oscar Pecorelli “’o Malomm”, la moglie Mariangela prende la mesata, e di Giuseppe D’Ercole “’o Lione”, la cui moglie Roberta prende la mesata. Matteo invece provvede al pagamento della mesata per altri detenuti».