Lina Lucci e Doriana Buonavita

La ex segretaria regionale della Campania assolta perché il fatto non sussiste, ma non arrivano le scuse del sindacato

E’ il momento di tirare le somme. Giovedì scorso, l’ex segretario generale della Cisl Campania, Lina Lucci, è stata assolta (perché il fatto non sussiste) dalle accuse di appropriazione indebita, e di simulazione di reato relativamente alla denuncia di smarrimento di alcune scritture contabili. «E’ finito un incubo», ha tenuto a sottolineare Lucci, un incubo cominciato nel 2016, dopo l’esposto presentato alla Procura di Napoli, dal dirigente nazionale del sindacato, Piero Ragazzini.

Nei fatti l’assoluzione della ex segretaria rappresenta la sconfessione piena della denuncia e delle accuse mosse dalla Cisl nei confronti di una sua ex dirigente di primo piano. Ma su questo versante c’è il silenzio totale da parte del sindacato, come pure nessun accenno di scuse per quanto Lucci ha dovuto subire in questi anni. E di scuse da fare all’ex dirigente, ce ne sarebbero tante. Soprattutto da parte del sindacato Campania, che avrebbe pure il dovere di iscrivere ex novo Lina Lucci, se lei lo volesse.

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Dovere del sindacato nazionale, invece, sarebbe quello di commissariare la Cisl Campania, per l’accanimento dimostrato contro la ex segretaria, una guerra partita da una denuncia che è scoppiata, e si è estinta, come la più classica delle bolle di sapone. Le tracce sono rimaste, e non per Lucci (lo ribadiamo, assolta con formula piena), quanto per le modalità con le quali, la ex dirigente è stata attaccata da quando è partita l’inchiesta. Una vera e propria guerra, durante la quale è stata registrata anche una palese disparità di trattamento – da parte della Cisl – nei confronti degli stessi indagati, tanto da far ipotizzare un «complotto».

Va ricordato infatti, che Lucci non è l’unica contro la quale il sindacato ha puntato il dito. A giudizio, oltre a lei, erano finiti anche Carmen Costagliola e Salvatore Denza, all’epoca dei fatti, rispettivamente segretario amministrativo e responsabile della contabilità della Usr Cisl Campania. Solo che, a febbraio scorso, durante la seconda udienza del processo, la Usr Campania ha depositato al giudice un documento attraverso il quale ha inteso «non perseguire nel procedimento penale la volontà punitiva a carico di Salvatore Denza». Viceversa, ha dichiarato di confermare la volontà di costituirsi parte civile nei confronti della Lucci. Per la cronaca, anche Costagliola è stata assolta perché il fatto non sussiste.

Tornando al caso Denza, bisognerebbe chiedere all’attuale segretario della Cisl Funzione pubblica Campania, Doriana Buonavita, come mai si ritirò la denuncia presentata nei confronti dell’ex responsabile della contabilità della Usr. A questo punto, va anche sottolineato, che Salvatore Denza è stato l’autore del dossier che ha accusato Lucci della presunta appropriazione indebita. Il dossier ha poi ispirato l’esposto presentato da Ragazzini. E ha avviato l’incubo per Lucci, incubo finito due giorni fa. Ora si sente solo il «rumore» del silenzio, imbarazzato e imbarazzante, della Cisl.

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