mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Il risentimento dei boss: «Meglio i pentiti che gli imprenditori traditori»

Una conversazione intercettata svela il retroscena sul clan dei Casalesi

Attorno a un clan girano tante figure. Molte non fanno parte direttamente dell’organizzazione criminale ma grazie a essa prosperano illegalmente. Questo capita anche al clan dei Casalesi. Dall’ordinanza che ha colpito le fazioni degli Schiavone e dei Bidognetti emerge un particolare curioso: alcuni imprenditori una volta vicini all’organizzazione criminale, avevano «girato la faccia» appena saputo che gli esponenti storici non sarebbero più usciti dal carcere. L’autorità giudiziaria lo scopre grazie a una conversazione intercettata tra Ivanhoe Schiavone (non indagato in questa occasione) e Vincenzo D’Angelo.

Nella conversazione il primo mostra comprensione per chi collabora «io per esempio – afferma Schiavone nel discorso riportato dall’ordinanza – non giudico nemmeno mio fratello Nicola e non giudico nemmeno a Raffaele o qualche altro cristiano che…ma non per qualcosa, dico no perché adesso è capitato ora nella famiglia mia… ma sai perché non lo giudico?… Perché conoscendo i retroscena di tutto quello che poi è successo voglio dire… di come si sono evolute le cose, tutti i cristiani che hanno fatto asso piglia tutto, di tutte le cose che sono scomparse, di tutte le mali azioni che uno ha subito, di tutte queste cose qua… dico ma vaffanculo, ma quello dopo 10 anni di galera ha fatto bene che… per farti capire?»

«Tutti questi cristiani – continua – che si sono arricchiti in maniera così grande hanno sempre pensato, giustamente, ci sta uno ci sta un altro, ora esce uno, ora esce un altro… non esce più …tutto quello che è suo è il mio, tanto nessuno sa niente, questi qua muoiono carcerati e si va avanti cosi, quello era». Al che l’interlocutore, Vincenzo D’Angelo commenta: «ah si sono fatti solo il conto ad andare». E’ evidente, scrivono gli inquirenti, il riferimento agli imprenditori che si sono arricchiti grazie al sostegno del clan ed ora si sono tirati indietro pensando alle condanne all’ergastolo. D’Angelo sottolinea che non hanno considerato il seguito, vale a dire la riorganizzazione del clan.

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