Una immagine della strage di Capaci (foto di repertorio)

Dopo la sentenza della Consulta che ha decretato l’ergastolo ostativo incompatibile con la Costituzione

Un anno di tempo, quello che il Parlamento avrà a disposizione per riscrivere l’articolo 4 bis dell’ordinamento penitenziario. E’ l’articolo che vieta a mafiosi e terroristi condannati all’ergastolo (e non collaboratori di giustizia), di accedere alla libertà condizionale dopo 26 anni di detenzione. Unico viatico per accedere al beneficio? La collaborazione con lo Stato, appunto.

Il tutto dopo che la Consulta ha decretato che l’ergastolo ostativo è incompatibile con la Costituzione. Ma quali sono i rischi connessi alla riscrittura dell’articolo 4 bis, della cui stesura si occuperà il Parlamento? Innanzitutto che i segreti su alcuni episodi di mafia – in primis le stragi di Capaci e Via D’Amelio – restino nella dimensione del mistero. Anche perché, sottolinea un focus sull’argomento, realizzato da Il Fatto Quotidiano, nella condizione de quo (quella di condannati all’ergastolo, che potrebbero accedere alla libertà condizionale senza essere dei pentiti) ci sono anche boss irriducibili come i fratelli Graviano o Leoluca Bagarella.

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