giovedì, Ottobre 6, 2022
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«Il ras falsificava i bilanci del clan Polverino»

Un collaboratore di giustizia svela i retroscena dell’organizzazione criminale di Marano di Napoli

Per anni Fabio Allegro è stato, secondo gli investigatori, un esponente di spicco del clan Polverino. È entrato nell’organizzazione criminale di Marano già al momento della sua fondazione ma, a un certo punto, il boss Giuseppe ha iniziato ad avere dubbi sulla sua fedeltà. Il perché lo racconta il collaboratore di giustizia Domenico Verde in un verbale trascritto nell’ordinanza emessa a maggio 2013.

Fabio Allegro «ha cominciato a far parte del clan Polverino sin dalla sua origine, perché fu uno di coloro che si associarono con Giuseppe Polverino, al momento in cui egli creò un gruppo autonomo rispetto a quello dei Nuvoletta» racconta Verde. E come il boss ha vissuto stabilmente in Spagna. In terra iberica ad Allegro furono «sequestrati beni immobili». Questi beni però crearono degli attriti con Giuseppe Polverino perché secondo il boss erano stati acquistati «inspiegabilmente – dice il pentito – con la fortuna accantonata da Fabio Allegro durante la carcerazione» del capoclan.

In altre parole, «essendo Giuseppe Polverino detenuto, Fabio Allegro divideva i ricavi del traffico di droga secondo quote diverse a quelle che sarebbero spettate ordinariamente, nonché “falsificando i bilanci della cassa del clan”. Egli, infatti, faceva figurare di aver acquistato l’hashish a un prezzo superiore a quell’effettivo (euro mille e trecento al chilo, invece di quello reale di novecento) e di aver venduto l’hashish ad un prezzo inferiore di quello effettivamente conseguito». Il boss scoprì la «falsificazione del bilancio della cassa del clan realizzata da Fabio Allegro durante una riunione».

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