Umberto Masucci e Pietro Spirito

Per tirare la volata al presidente uscente, l’associazione ribalta la realtà e descrive una situazione rosea che non esiste. Ecco perché quella del leader del sodalizio Masucci è una gaffe imperdonabile

di Giancarlo Tommasone

Prossimo alla scadenza del mandato, Pietro Spirito, guida dell’Authority di Napoli, trova nel presidente del Propeller, Umberto Masucci un accalorato tifoso. Gli endorser, si sa, tendono sempre a ingigantire l’oggetto della pubblicità che fanno (è una delle regole fondamentali del marketing), ma in questo caso le parole che il leader dell’associazione di operatori marittimi spende per il numero uno di Piazzale Pisacane, lasciano interdetti, oltre ad apparire completamente slegate dalla realtà dei fatti. Dunque, Masucci ha reso una serie di dichiarazioni (riportate dal magazine shipmag.it) con le quali chiede la riconferma di Spirito al vertice dell’Adsp del Mar Tirreno centrale.  

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I dragaggi (inutili) a decine di metri dalle banchine

«Dopo 10 anni di immobilismo nel porto di Napoli, Pietro Spirito ha saputo riavviare la macchina dello scalo, ha tra le altre cose portato a termine i dragaggi (la mission impossible degli ultimi 20 anni)», afferma. I dragaggi, certo i dragaggi: fatti in mezzo allo specchio d’acqua e non in prossimità delle banchine. Praticamente inutili, e completamente da rifare. Come ha testimoniato Stylo24, senza alcuna replica né richiesta di smentita da parte dei diretti interessati, a una nostra inchiesta. Vogliamo ricordare a Masucci che i dragaggi servono a far aumentare il pescaggio per le navi che si avvicinano al molo, effettuati – così come è stato fatto – a decine di metri dalla banchina, servono a nulla. Masucci parla anche del riavvio, da parte di Spirito, del progetto del waterfront.

La «favola» del waterfront

E si riferiva ai lavori – che come scritto ancora dal nostro giornale – sono stati effettuati con i soldi dell’Autorità portuale, che per portare a termine il progetto ha prosciugato ogni altra risorsa finanziaria, e ha snobbato un precedente piano di intervento presentato e finanziato da privati. Quindi, il plauso di Masucci rispetto al waterfront «con il completamento dell’Immacolatella Vecchia e l’avvio dei lavori al Molo Beverello» è del tutto ingiustificato. Il presidente del Propeller sottolinea pure «l’approccio pragmatico di Spirito alla risoluzione dei problemi». In cosa consiste questo approccio pragmatico? Nel decisionismo? Abbiamo visto che il decisionismo del presidente dell’Authority non ha portato alcun risultato. Il pragmatismo corrisponde al pensare alla realizzazione di un serbatoio di Gnl (gas naturale liquefatto, un propellente, ndr) all’interno dell’area Darsena Petroli, a poche centinaia di metri da una zona – quella di San Giovanni a Teduccio – abitata da quasi 200mila persone?

L’approccio pragmatico di Spirito,
secondo Masucci… e secondo noi

L’approccio pragmatico di cui parla Masucci consiste nei redazionali commissionati (a pagamento) dall’Adsp ai giornali per farsi intervistare e per poter dire cose che altrimenti nessuno riterrebbe minimamente interessanti da pubblicare, oltre che estremamente lontane dalla realtà dei fatti? A Masucci chiediamo: al di là dell’aspetto garantista e delle considerazioni su Spirito che, sottolineiamo ancora una volta, è una persona perbene, è possibile immaginare che un indagato possa seguire le sue vicende giudiziarie e nello stesso tempo gestire uno dei più importanti porti del Mediterraneo? Detto ciò, stupisce l’atteggiamento del Propeller e del suo presidente, che dovrebbero inseguire efficienza ed efficacia – oggi caratteristiche che lo scalo napoletano non ha – e che invece lanciano una ciambella di salvataggio a Spirito, mentre tutti gli altri ne bocciano completamente il mandato. Le parole spese a favore del vertice dell’Authority non hanno alcun valore, perché smentite dalla realtà dei fatti; atteggiamento quest’ultimo ancora più incomprensibile, se si considera che loro sono operatori marittimi, la realtà del porto dovrebbero conoscerla bene.