martedì, Dicembre 7, 2021
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Il progetto del boss Raffaele Stolder: aprire una gioielleria

LA STORIA DELLA CAMORRA Il capo di un gruppo di rapinatori intercettato mentre illustra il piano per avviare una attività commerciale

Da capo di un gruppo che le gioiellerie le svaligia, a titolare di una attività commerciale che vende ori e gemme. E’ il progetto di Raffaele Stolder, per anni alla guida di un sodalizio criminale oggi completamente disarticolato. La banda di Stolder, attiva nelle zone di Forcella, Duchesca e Maddalena, era dedita soprattutto ai furti e alle rapine. Nel mirino – come accertato da inchieste della magistratura e informative di polizia giudiziaria – oltre ai caveau di banca, ai lussuosi appartamenti di facoltosi professionisti, finivano anche le gioiellerie.

Una scelta, che dunque si potrebbe definire «naturale», quella del capo della fazione malavitosa del centro storico. La circostanza emerge da una serie di intercettazioni ambientali, effettuate dagli investigatori, proprio in casa di Stolder. E’ il 10 giugno del 2008, e il vertice della cosca, libero dopo un lungo periodo passato in carcere, sta cercando di serrare le fila e riorganizzare il gruppo, anche attraverso l’avvio di attività commerciali. Naturalmente si parla di negozi da intestare a dei prestanome, a insospettabili «teste di legno» che, sperano gli interlocutori, non finiscano sotto la lente delle forze dell’ordine.

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«Nel corso della conversazione intercettata – è riportato nero su bianco in una informativa di polizia giudiziaria – i presenti discutono della possibilità di intraprendere attività commerciali e Stolder, che vorrebbe aprire una gioielleria, suggerisce di parlarne con (tale) Peppe».

Il diktat del capo: dare una lezione
a chi fa i «cavalli di ritorno»

Nel frattempo, argomentano i partecipanti alla discussione, bisogna cercare di non attirare l’attenzione di polizia e carabinieri. «A tal riguardo, Stolder afferma che bisogna dare una lezione a chi fa i “cavalli di ritorno”, con auto e motoveicoli. Quindi, il capo ripete la sua strategia: bisogna iniziare con i “piccoli colpi” e poi mirare ai “grandi colpi”», è riportato ancora, nell’informativa.

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