Giuseppe Montella, uno dei carabinieri arrestati nell'ambito dell'operazione Odysséus

E’ la somma che l’appuntato Montella avrebbe dovuto intascare per effettuare un «viaggio» a Firenze

di Giancarlo Tommasone

Un solo viaggio, per il trasporto dello stupefacente, poteva fruttare al carabiniere infedele, Giuseppe Montella (37enne originario di Brusciano, arrestato nell’ambito dell’operazione Odysséus), anche 1.800 euro, praticamente uno stipendio. E’ quanto emerge dal brogliaccio delle intercettazioni allegato agli atti dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Piacenza. Stando alle accuse, l’appuntato Montella, in servizio alla Levante (la caserma è stata sequestrata), sarebbe stato a capo di un gruppo (composto anche da «civili») dedito allo smercio di droga. Poco prima che scattasse il lockdown innescato dalla pandemia di Covid-19, viene intercettata una conversazione telefonica che avviene tra il carabiniere e quello che è ritenuto il suo «socio», Daniele Giardino. I due stanno per concludere un trasporto di stupefacenti da Gaggiano (Milano) a Piacenza – siamo fine febbraio scorso – e parlano di una nuova consegna da effettuare. Si tratta di 10 chili di marijuana da recapitare a un non meglio specificato soggetto, a Firenze. Giardino offre a Montella, per tale «servizio», la somma di 1.800 euro.

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«Ovviamente – è riportato nell’ordinanza a firma del gip Luca Milani – il militare dell’Arma accettava con entusiasmo, la proposta che si doveva concretizzare in un giorno della settimana successiva, periodo in cui, il carabiniere sarebbe stato in ferie». E’ Montella a chiedere del compenso: «Quanti soldi ci sono per me?». E Giardino: «Io gli ho chiesto, solo per il viaggio, 1.800 euro, solo per guidare». «Ah, beh, sì», sottolinea il carabiniere, trovandosi d’accordo sul prezzo. Per effettuare operazioni fuori Piacenza (dove il carabiniere può muoversi in totale sicurezza, forte dello status rivestito), però, c’è bisogno della massima attenzione.  E’ lui stesso a evidenziarlo: «Va beh, andiamo. Che ci mettiamo ad arrivare  a Firenze? (…) L’importante è che però, quando partiamo, bisogna imboscarle bene (nascondere bene la sostanza stupefacente), che non deve sentirsi alcun odore». Riferendosi, invece, al trasporto di droga in corso, Montella afferma: «Questi sono viaggi da due minuti, poi qua (a Piacenza, ndr) sono coperto, però quando cominci ad andare un po’ fuori (bisogna stare molto più accorti, ndr)». Quindi, il carabiniere, sottolinea come a Piacenza possa muoversi in tranquillità, mentre per il viaggio a Firenze, ci sarà bisogno di estrema cautela. Il trasporto di marijuana nel capoluogo toscano, alla fine, non si verifica, poiché nel frattempo è scattata la fase 1 del lockdown per l’emergenza Covid-19.