martedì, Ottobre 4, 2022
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Il postino non consegna per il decreto Covid, l’Inps chiede il rimborso della pensione

È successo a una madre di un ragazzo invalido del Barese: ora la donna chiede aiuto

A causa della mancata consegna di una raccomandata rischia di dover restituire all’Inps alcune rate della pensione di invalidità che il figlio percepisce in quanto disabile al 100%, soldi necessari, per una famiglia monoreddito qual è la sua, a sostenere dignitosamente un ragazzo con tratti autistici affetto da gravi ritardi. A denunciare la triste vicenda è la mamma di un 18enne, Luigia, che vive nella provincia di Bari e che si è rivolta a un avvocato napoletano per dirimere la vicenda.

«Aspettavo che mi chiamassero per la cosiddetta revisione – racconta Luigia – ma dall’Inps non si facevano sentire. Mi sono anche recata al Caf per avere notizie sulla mancata convocazione e lì mi dissero che il ritardo era legato alla pandemia. Pochi giorni fa, però, ho ricevuto una raccomandata nella quale mi si comunicava che, non essendomi presentata con mio figlio, il 31 agosto, alla visita di controllo, dovevo restituire i 3500 euro fino al quel momento regolarmente pagati». «Torno al Caf per capire cos’è successo – continua la mamma del ragazzo – e mi dicono, dopo avere fatto delle telefonate, che il postino è venuto a casa, ma che non ha citofonato per il decreto Covid. Ma nella cassetta delle lettere non c’era un avviso, una comunicazione, con la quale mi sarei potuta organizzare».

«E adesso – conclude la donna – sono costretta a restituire soldi che non ho, versati a mio figlio che ha tutti i diritti di essere curato per una patologia che non guarirà mai e per la quale siamo sempre sotto la lente d’ingrandimento dell’Inps».

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