domenica, Dicembre 5, 2021
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Il post del boss: orgoglioso di essere nipote di don Lorenzo Nuvoletta

Lo scritto di Antonio Nuvoletto pubblicato su un blog, e allegato agli atti dell’ultima inchiesta sul clan di Marano

Il 35enne Antonio Nuvoletto è stato arrestato alla fine di maggio, nell’ambito dell’operazione (eseguite 16 misure di custodia cautelare in carcere, ndr) contro la frangia di maranesi, formata da elementi rimasti fedeli al boss Giuseppe Polverino, nel corso dello scontro con la fazione Orlando. A Nuvoletto, in particolare, la Procura contesta il ruolo di «promotore e responsabile» del gruppo Polverino da «un’epoca prossima al 2012 fino al settembre del 2014». Importantissime nell’inchiesta sono state pure le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Ma, scrivono gli inquirenti nell’ordinanza, Nuvoletto dà prova del legame con il sodalizio criminale anche attraverso le parole che lascia su un blog che si occupa di camorra (oggi il blog non risulta più attivo).

Il pentito: «Arrivò con venti motorini, poi spaccò
la testa a “Ginetto”. Marano era diventata roba sua»

«Nel rivolgersi idealmente alle forze dell’ordine, (Nuvoletto) parlava di un “voi” contro “noi”, (cosa) che rispecchia inequivocabilmente la contrapposizione tra Stato e criminalità organizzata; (ciò) non lascia alcun dubbio interpretativo in ordine al suo sentirsi parte del clan», argomentano i magistrati. In una informativa di polizia giudiziaria, viene allegato, dunque, il post che secondo gli inquirenti avrebbe pubblicato Nuvoletto di suo pugno, sul blog faidadiscampia.it (l’annotazione è del 30 gennaio 2017).

Lo scritto
pubblicato sul blog

«Ciao a tutti, mi chiamo Antonio Nuvoletta e sono figlio di Angelo Nuvoletta, e sono nipote di don Lorenzo (Nuvoletta, ndr), e Giuseppe Polverino mi ha fatto da padrino al battesimo. Non voglio essere polemico e tanto meno venirvi contro, perché sono consapevole della vita che ci siamo scelti». Nello scritto, c’è spazio anche per alcune considerazioni sull’arresto di Giuseppe Polverino.

«A te che dici – si rivolge evidentemente a un esponente delle forze dell’ordine – che sei andato a prendere Peppe (Giuseppe Polverino, ndr) fino a Jerez (in Spagna, dove il boss fu arrestato a marzo del 2012), prima cosa, voglio dire, che se non se lo vendeva qualche infame, tu non lo prendevi mai». Il post termina con queste parole: «Mi è nato un figlio maschio da poco, lo crescerò con tanto affetto, e spero che erediterà i principi del nonno e dei suoi amici».

Relativamente al post di Nuvoletto, gli inquirenti commentano nell’ordinanza: «Palese appare in questo scritto l’orgogliosa rivendicazione di appartenenza camorristica da parte dell’indagato, che si fregia di essere il figlio di Angelo Nuvoletta, nipote di “don” Lorenzo, battezzato da Giuseppe Polverino; significativo il passaggio finale sulla speranza di poter tramandare al figlio i “sani” principi del nonno e dei suoi amici».

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