Il Consiglio di Stato solleva la questione della compatibilità con le norme che riservano allo Stato la tutela del paesaggio. La decisione nella sentenza che boccia la trasformazione degli ex cantieri Aprea in un palazzo di otto piani con box auto e locali commerciali

di Fabrizio Geremicca

Il Piano casa della Regione Campania approvato nel 2009 e più volte prorogato prevede all’articolo 12 bis che le sue norme prevalgano su ogni altra normativa regionale in materia. Anche per questo quando fu votato suscitò grande preoccupazione tra le associazioni ambientaliste, in particolare quelle della penisola sorrentina, le quali temevano che la nuova legge diventasse un grimaldello per scardinare i vincoli e le tutele del paesaggio introdotti nel 1987 dal piano urbanistico territoriale della penisola sorrentina ed amalfitana. Proprio l’articolo 12 bis finisce ora sul tavolo dei giudici della Corte Costituzionale, i quali dovranno stabilire se sia compatibile con l’articolo 117 della Costituzione nella parte in cui quest’ultimo riserva allo Stato le competenze in materia di tutela del paesaggio.

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E’ stato il Consiglio di Stato a sollevare la questione di legittimità costituzionale in coda ad una sentenza con la quale ha definitivamente bocciato il progetto di trasformazione degli ex capannoni Apreamare, a Sorrento in via Santa Lucia, in un palazzo di otto piani.

Un intervento progettato da Antonio Elefante, ingegnere già al centro di varie iniziative edilizie nella zona, tra le quali la costruzione di 53 appartamenti per housing sociale in un agrumeto a Sant’Agnello, che sono stati sequestrati su iniziativa della Procura di Torre Annunziata, la quale ha aperto una inchiesta che coinvolge anche Elefante. Nel caso di Sorrento, il progettista si era affiancato alle società Am Marine spa, Aldebaran srl e FG Buildings srl. La prima poi è stata messa in liquidazione. Della seconda fanno parte gli imprenditori Antonio Iorio ed Annarita Miranda. La terza è di Portici ed in essa figurano Filippo Iorio e Giuseppe Miranda. Il progetto bocciato dal Consiglio di Stato, che ha accolto il ricorso dei fratelli Mario e Michele Apreda, patrocinati dall’avvocato Francesco Saverio Esposito, prevedeva la demolizioni degli ex cantieri nautici e la sostituzione con un palazzo ad uso residenziale di otto piani(tre dei quali interrati) ed alto venti metri. Una iniziativa presentata come housing sociale per favorire l’acquisto di appartamenti da parte di famiglie a basso reddito, ma che contemplava anche la possibilità che i costruttori vendessero a libero mercato il 70%(37 su 56) delle case, che realizzassero locali commerciali e circa 200 box auto. All’ultimo piano erano in progetto attici con piscina e giardini pensili. Un affare da circa 40 milioni di euro.

Il Comune di Sorrento nel 2017 aveva rilasciato il permesso a costruire ai sensi del Piano casa ed in deroga al piano urbanistico territoriale della penisola sorrentino – amalfitana. Lo stesso Comune, mentre le associazioni ambientalistiche già sollevavano gravi perplessità e si profilava uno scontro in tribunale, nel 2018 aveva revocato il provvedimento in autotutela. Salvo poi, però, rilasciare un nuovo permesso in variante dopo una istruttoria svolta in tempi record e durata un paio di mesi ed a valle di un parere positivo della Soprintendenza emesso con procedura semplificata. La medesima Soprintendenza che avrebbe poi riconosciuto di non avere svolto alcuna attività istruttoria per verificare se l’altezza dell’edificio fosse coerente con il Put, come si desume da una nota inviata nell’autunno 2018 dalla struttura ministeriale al Comune. Nel 2019 il tar Campania aveva accolto il ricorso per l’annullamento dell’autorizzazione a costruire. Il Consiglio di Stato conferma ora quella sentenza. Tra i motivi della decisione dei giudici le incongruenze riscontrate in merito all’altezza degli immobili ed alla forma del nuovo fabbricato rispetto a quello che sarebbe stato demolito, l’inesistenza di un piano attuativo e l’incompatibilità dell’intervento con le norme di tutela del piano urbanistico territoriale della penisola sorrentino – amalfitana.

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