giovedì, Maggio 19, 2022
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Il percorso segreto dei latitanti dei Quartieri Spagnoli

LA STORIA DELLA CAMORRA – Una via di fuga perfetta per mettersi in salvo

Napoli è famosa per i suoi vicoli stretti, per le cavità e i rifugi sotterranei. Per le strade che si intrecciano come una ragnatela. Se per gli stranieri a volte non è facile orientarsi, chi tra quei vicoli ci è cresciuto conosce a memoria ogni angolo, ogni pietra. La malavita partenopea nel corso degli anni ha sfruttato la sua particolare conformazione nei tentativi di sfuggire a eventuali pericoli. Nemmeno gli uomini delle forze dell’ordine conoscono così bene tutte i possibili percorsi. Così rimasero stupiti quando nel luglio del 1989 scoprirono un «percorso segreto» ai Quartieri Spagnoli, i vicoli a ridosso di via Toledo, utilizzato come via di fuga da pregiudicati ed esponenti della malavita organizzata.

Lungo circa 700 metri, partiva da un’autorimessa, all’interno della quale furono trovate dagli agenti di polizia due pistole e munizioni. Il proprietario fu arrestato con l’accusa di detenzione illegale di armi. Ma durante la perquisizione gli investigatori si accorsero che da una porta situata su di un soppalco dell’autorimessa, si accedeva a due edifici contigui, fino ad arrivare in un cortile in corso Vittorio Emanuele, nella parte alta del rione. La polizia sospettava che il percorso fosse noto a ricercati ed esponenti della malavita, tra i quali i fratelli Mariano, considerati a capo di uno dei clan della camorra che controllava i Quartieri Spagnoli, la cui abitazione era situata nelle vicinanze dell’autorimessa.

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