(Nelle foto il collaboratore di giustizia Tommaso Schisa e il ras Giuseppe Righetto)

Faida di Ponticelli, l’ex ras di San Giovanni accusa il capozona del clan Casella arrestato pochi giorni fa: «All’epoca comandavano di De Micco, è stato un regolamento di conti per fatti di droga»

di Luigi Nicolosi

Giuseppe Righetto avrebbe sulla coscienza anche un delitto eccellente. Il ras del clan Casella, noto negli ambienti di mala di Napoli Est come “Peppe ’o blob”, arrestato domenica scorsa in esecuzione di un decreto di fermo per due tentati omicidi, alcuni anni fa si sarebbe reso protagonista di un fatto di sangue ad oggi ancora irrisolto. Un assassinio che lui stesso avrebbe confessato al compagno di cella durante la sua ultima detenzione. Righetto non immaginava però che il suo interlocutore di lì a qualche mese si sarebbe buttato tra le braccia dello stato diventando un collaboratore di giustizia. Tommaso Schisa, ex boss di San Giovanni a Teduccio, ala clan Rinaldi, ha così deciso di puntare il dito anche contro “’o blob”: «Questo omicidio è stato commesso quando comandavano i De Micco». Non solo: «“’O blob è anche l’artefice della stesa a piazza Mercato», nell’ambito dello scontro tra i De Luca Bossa-Minichini-Rinaldi-Casella e il rivale clan Mazzarella.

ad

Le accuse di Schisa rappresentano uno dei pilastri dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Napoli al termine dell’udienza di convalida celebrata ieri, che ha visto alla sbarra Righetto e Nicola Aulisio, indagati per il tentato omicidio di Rodolfo Cardone e Rosario Rolletta. L’ex ras di Napoli Est, il 2 ottobre del 2019, ha dedicato un ampio excursus proprio alla figura e al ruolo criminale di “’o blob”: «È uno dei capi della zona dietro Barra. È affiliato ai Minichini e gestisce la droga in quella zona. Nella stessa sezione di Michele Minichini e anche con me. Nel corso della codetenzione ho avuto modo di parlare con lui di un omicidio che a suo dire avrebbe commesso nei pressi della sua abitazione, ai danni di un ragazzo, per uno sgarro di droga, ma non saprei essere più preciso».

Il pentito Schisa fornisce però anche un’ulteriore serie di elementi: «Questo omicidio è stato commesso quando comandavano i De Micco (tra il 2014 e il 2016, ndr). “’O blob” è anche l’artefice della stesa a piazza Mercato. Rappresenta la famiglia Casella anche se non porta quel cognome». Anche in merito alla seconda vicenda le dichiarazioni di Schisa apportano un elemento di novità. Per il raid armato a Porta Nolana Giuseppe Righetto non è stato ad oggi mai imputato e neppure iscritto nel registro degli indagati. La sua posizione giudiziaria, ferma restando la presunzione di innocenza fino a prova contraria, rischia a questo punto di aggravarsi ulteriormente molto presto.

Riproduzione Riservata