Una veduta aerea del Rione Scanzano, ritenuta la 'roccaforte' del clan D'Alessandro (foto di repertorio)

LA MALA STABIESE Le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Pasquale Rapicano

Quando Pasquale Rapicano fa mettere a verbale le sue dichiarazioni, a fine gennaio del 2020, le operazioni di polizia giudiziaria scaturite delle inchieste Domino e Domino bis non sono state ancora effettuate. Agli atti di quelle inchieste che, nel periodo di un anno, hanno scompaginato il clan D’Alessandro, sono stati allegati i verbali del pentito, che ha ricostruito il gotha del clan di Scanzano.

«A Castellammare non si muove foglia se non lo dice Vincenzo D’Alessandro (il boss è tornato a Castellammare dopo quasi dieci anni trascorsi in carcere, ed è attualmente sottoposto alla sorveglianza speciale, ndr)… immediatamente sotto Vincenzo D’Alessandro, ci sono Antonio Rossetti, Giovanni D’Alessandro e Sergio Mosca (consuocero del defunto padrino Michele D’Alessandro, ndr)», afferma Rapicano, ricostruendo i vertici del clan di Scanzano. Stralci di verbali di interrogatorio sono stati riportati dal quotidiano Metropolis, nell’articolo a firma di Elena Pontoriero.

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