Ferdinando Cesarano e Rosario Giugliano

Il collaboratore di giustizia Alfonso Loreto: il progetto per vendicare l’aggressione subita da Nanduccio di Ponte Persica  

La risposta di morte doveva arrivare per l’affronto subìto dal boss Ferdinando Cesarano (detto Nanducciodi Ponte Persica), che – ha raccontato nel 2014, il pentito Sandro Contaldo – sarebbe stato schiaffeggiato in aula, nel corso di una udienza, da Rosario Giugliano, anche detto ’o minorenne (boss di Poggiomarino, recentemente destinatario di due misure di custodia cautelare). Per quale motivo?

Perché – rendiconta il collaboratore di giustizia – Cesarano avrebbe criticato la scelta di Angelo Moccia (esponente di spicco della potente famiglia malavitosa di Afragola) di dissociarsi, ritenendo tale gesto come un vero e proprio pentimento. Per vendicare quella aggressione, ha svelato un altro collaboratore di giustizia, Alfonso Loreto (di Scafati, provincia di Salerno), il boss Nicola Esposito detto ’o mostro (oggi detenuto al 41 bis e per un periodo reggente proprio della cosca di Ponte Persica) avrebbe ordito un piano per uccidere Rosario Giugliano. Loreto racconta del progetto, in un verbale di interrogatorio del 2017. I propositi di vendetta della cosca di Ponte Persica sarebbero stati vivi, almeno fino al 2010. La notizia è stata riportata dal quotidiano Metropolis.

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