I soldi servivano a Raffaele Amato per comprare 200 chili di stupefacenti dai colombiani

Com’è stare seduto su una montagna di denaro? Lo spiega il pentito Carmine Cerrone, ex affiliato agli Scissionisti di Secondigliano, in uno dei suoi primi interrogatori. Ascoltiamolo.

“Io stesso ho dormito su 4.800.000 di euro il 22, 23 febbraio del 2005. Nel senso che vennero consegnati a me in una casa a Sitges, a 30 km circa da Barcellona”. Col futuro pentito, “vi era anche Carmine D’Ario, che a quell’epoca comprava la droga per loro (Scissionisti, ndR) a Barcellona”. D’Ario è il narcotrafficante che fu ferito in un agguato (leggi articolo) ordinato da Cesare Pagano e Raffaele Amato perché sospettato di essere un confidente delle forze dell’ordine.

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Riprende il collaboratore di giustizia: “I soldi di cui ho detto erano nascosti in un camion che portava bottiglie di acqua minerale naturale… in un sistema sotto le bottiglie che erano nelle scatole di cartone… ossia nel rimorchio del camion”. Dal racconto di Cerrone si apprende che “le scatole delle bottiglie formavano diversi cubi posti sulle apposite pedane, al centro di ogni cubo vi erano delle scatole di cartone dove dentro vi erano bottiglie e soldi”. “Non fui io a prelevare i soldi ma mi furono portati nella casa da Carmine D’Ario e Lello Amato senior”. Continua Cerrone: “Io poi, successivamente, mi recai nel capannone dove si trovavano i camion, con me venne anche Raffaele Amato. Lì vidi il camion con le bottiglie dove erano stati nascosti i soldi, vicino vi era un altro camion dove dovevano essere caricati i 200 kg comprati con quei 4.800.000 di euro”. Droga che il boss Raffaele Amato aveva “pagata a 24.000 euro” tramite D’Ario che l’aveva acquistata da un broker napoletano in contatto con i colombiani.