Laura Bismuto, Alessandra Clemente e Paola Lattaro

All’incontro in Cilento presieduto da Claudio de Magistris, hanno partecipato oltre all’assessore alla Polizia municipale, i consiglieri Bismuto e Cecere, e Paola Lattaro (cognata del sindaco)  

Qualcuno, nei corridoi silenziosi e semideserti, quelli di Palazzo San Giacomo e di Via Verdi, si è subito affrettato a battezzarlo «l’accordo dei tre ricci di mare». Il riferimento è assolutamente calzante vista la foto postata il 22 agosto dalla consigliera comunale Laura Bismuto (immagine che proponiamo in copertina). L’ex deMa confluita da mesi nel gruppo misto, dimostra di non avere perso, per niente, il feeling con la maggioranza e con i fratelli de Magistris (Luigi e Claudio). E nemmeno con l’assessore Alessandra Clemente, considerata ormai il prossimo candidato sindaco – a meno che non si faccia avanti un nome più altisonante e di peso – dello schieramento arancione.

«Galeotto» fu il Cilento…

Il patto è stato sancito da un incontro estivo in una località del Cilento, la scorsa settimana; al tavolo delle trattative presieduto da Claudio de Magistris, si sono seduti Bismuto, il suo collega e amico consigliere Claudio Cecere, Clemente e Paola Lattaro (compagna di Claudio e molto legata alla Bismuto). Nel corso della riunione sono state gettate le basi per la candidatura alle Amministrative napoletane del 2021, dell’assessore alla Polizia municipale. La strategia si fonda su una manovra – naturalmente da mettere a punto nei minimi dettagli – che ha l’obiettivo di portare a iscrivere alla corsa per la fascia tricolore, Alessandra Clemente e cercare di arrivare al ballottaggio, per poi costringere Partito democratico e Movimento 5 Stelle ad appoggiarla ai play-off per la guida di Palazzo San Giacomo.

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Contropartita per l’impegno di Claudio de Magistris? La carica di capostaff del sindaco, un ruolo da 90mila euro l’anno. Dal canto suo, Clemente, forte del seggio senatoriale dello zio, Sandro Ruotolo, è convinta – almeno lei – di poter fare da ponte tra l’universo del Partito democratico e quello dei pentastellati. A questo punto, però, va fatta una riflessione, che bisogna guardare dalla prospettiva capitolina. Persa Roma, dove si ripresenta Raggi, il Pd non può permettersi a Napoli (terza città d’Italia), una candidatura debole. E men che mai è ipotizzabile che dem e M5S appoggino il naturale prosieguo della devastante (per la città e per i partenopei) esperienza arancione. Comunque, al momento una cosa è certa: è nato il polo dei ricci di mare, non proprio da scartare come nome per un progetto politico. Chissà che la Clemente non ci abbia già pensato.

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